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Consulenza alla Esper per il contratto dei rifiuti, i dubbi di Santoni (Fdi) a Montecatini

Il consigliere di opposizione chiede l'annullamento dell'atto in via di autotutela a causa di criticità procedurali e di merito

MONTECATINI – Fronte aperto a Montecatini Terme sulla gestione dei servizi di igiene urbana e sulle consulenze esterne affidate dall’amministrazione comunale. Al centro della polemica è finita la determina dirigenziale numero 451, con la quale l’ente ha affidato alla società Esper srl un incarico di supporto tecnico-legale per la gestione del contratto dei rifiuti e per l’interlocuzione con l’Ato Toscana centro ai fini della redazione del piano economico finanziario, per un importo complessivo di 48800 euro. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Sartoni ha presentato una formale contestazione, chiedendo l’annullamento dell’atto in via di autotutela a causa di pesanti criticità procedurali e di merito.

Secondo l’esponente dell’opposizione, l’affidamento violerebbe le linee guida della Corte dei conti, che qualificano il ricorso ai professionisti esterni come un’eccezione rigorosa a cui ricorrere solo quando mancano risorse interne. “Quella degli incarichi esterni sta diventando ricorrenza crescente che si giustifica sistematicamente con l’assenza di adeguate professionalità nell’ente anche quando ciò sarebbe piuttosto discutibile”, attacca Sartoni, evidenziando come nell’atto non vi sia traccia di un’istruttoria che dimostri l’impossibilità di impiegare il personale comunale o il coinvolgimento dell’ufficio legale interno. Sotto la lente è finita anche la programmazione dell’incarico, che per il consigliere non risulterebbe pianificata né coerente con i documenti strategici del comune come il Dup o il Peg.

I rilievi si concentrano poi sulla natura stessa della prestazione e sulla trasparenza dell’atto. Sartoni fa notare che la competenza sulla validazione del piano dei rifiuti spetta all’Autorità d’ambito e non al comune, rendendo l’oggetto del contratto generico e non strettamente legato alle funzioni municipali. Inoltre, il preventivo dettagliato della società non è stato allegato all’albo pretorio. “L’oggetto del contratto è tutto ciò che è esposto nel preventivo pervenuto in data 24 febbraio 2026 che non si allega all’albo pretorio all’atto della pubblicazione”, contesta il consigliere, parlando di una scelta che non giova alla trasparenza.

Nel mirino è finita anche la modalità di scelta del contraente, avvenuta in forma diretta e senza una procedura comparativa tra più curricula, nonostante la Corte dei conti imponga una selezione anche per cifre modeste. Dal momento che la spesa supera la soglia dei 5mila euro, viene chiesto se l’atto sia stato trasmesso per controllo alla magistratura contabile con il parere dei revisori. Manca infine, secondo la segnalazione, un’indagine di mercato. “Non c’è traccia di istruttoria e la motivazione della scelta del contraente è inesistente in quanto pare che sia stato richiesto preventivo ad un unico interlocutore” conclude Sartoni, richiamando alcune indiscrezioni secondo cui la ditta sarebbe stata semplicemente presentata da un’associazione esterna.

La richiesta inoltrata al comune è netta: cancellare la determina o fornire chiarimenti puntuali per giustificare la regolarità della spesa.

© Riproduzione riservata

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