MONTALE – “La Toscana è la prima Regione d’ Italia per l’utilizzo delle discariche, ha il costo annuo pro capite più alto a livello nazionale (dati Ispra) e nella sua totale assenza di programmazione e pianificazione in ambito regionale, la discussione è ancora ferma su un impianto che avrebbe dovuto essere chiuso da anni e che invece, adesso, sembra rappresentare ancora una volta l’unico orizzonte per l’Ato centro. Questo è il risultato della mancata gestione della Regione toscana sui rifiuti”. Così interviene il portavoce dell’opposizione in consiglio regionale Alessandro Tomasi all’indomani dell’atto di indirizzo sul piano d’ambito per la gestione dei rifiuti votato dall’assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro.
“La vicenda del revamping dell’inceneritore di Montale e del raddoppio alle 100mila tonnellate annue, approvato come indirizzo sullo scenario del piano d’ambito, ha chiaramente una ricaduta territoriale importante e complessa, ma va letta anche in ottica regionale. E questa prospettiva è di totale assenza di programmazione e di pianificazione ad ampio raggio, al punto tale che la Regione Toscana non decide, non prevede come smaltire i suoi rifiuti, e i Comuni si trovano in prima linea, soli, a gestire queste mancanze”.
Ecco i numeri del rapporto Ispra 2025 sui rifiuti urbani.
“La Toscana è la prima Regione d’Italia per destinazione in discarica dei rifiuti urbani. Siamo la Regione che sotterra più di tutte le altre. Da soli, mettiamo in discarica il 19% di tutto il sotterrato nazionale. Non solo, da dieci anni la Regione Toscana continua a fare convenzioni temporanee perché non è autosufficiente sullo smaltimento dei rifiuti. Significa che negli ultimi cinque anni da Prato, Firenze e Pistoia sono partiti oltre 600mila tonnellate di rifiuti per altre destinazioni. Questo aumenta costi, molti dei quali per i trasporti, e inquinamento. Basta un dato, quello della frazione organica, per dimostrare cosa sta accadendo da anni: nel 2024 il 44% dell’organico è stato portato in impianti di compostaggio e impianti integrati di digestione anaerobica fuori regione. Da questo deriva che il costo annuo pro capite in Toscana è il più alto d’Italia, come si evince dai dati Ispra. Oggi sull’inceneritore di Montale va in scena l’ennesimo scaricabarile: La Regione manda avanti i singoli territori, da cui certamente poi dipende la decisione finale, ma lo fa senza una previsione complessiva, senza nulla determinare sulle eventuali compensazioni, costringendo ogni Comune a fare scelte in solitaria. Così non può funzionare”.


