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Sant’Anna di Stazzema, Tajani: “Collaboratori fascisti”. Conte: “Chi si professa patriota dovrebbe essere qui”

Il vicepremier Antonio Tajani in rappresentanza del governo Meloni e l’ex premier Giuseppe Conte, deputato, con il sindaco Maurizio Verona e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a Sant’Anna di Stazzema mercoledì 12 agosto.

 

Teatro dell’eccidio nazifascista in cui vennero massacrati 560 civili il 12 agosto 1944.

Giuseppe Conte, leader M5S, oratore ufficiale: “La nostra Costituzione è stata scritta per affermare con chiarezza mai più fascismo“. Poi: “Chi si professa patriota oggi dovrebbe essere qui per onorare la patria”

Tajani: “All’alba del 12 agosto 1944 circa trecento tedeschi delle SS, con l’aiuto di collaboratori fascisti, salirono a Sant’Anna di Stazzema e compirono una delle più gravi stragi nazifasciste della Seconda Guerra mondiale in Italia. Rastrellarono le borgate casa per casa e uccisero circa 560 persone, tra loro circa 130 bambini. Fu un massacro di vite innocenti, una delle pagine più buie della storia d’Europa. Oggi, in rappresentanza del Governo, ho commemorato ognuna di quelle vittime, per custodire la loro memoria, affinché quell’orrore non si ripeta mai più nel solco della pace e del rispetto della persona umana”.

Il messaggio del presidente della Repubblica Mattarella: “La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità”.

Definendo la strage “Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento”.
Poi il Capo dello Stato: “La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto. Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone. Fare memoria, oltre che atto di responsabilità è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita.
Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati”.

Giani: “Ottanta anni fa nasceva la nostra Costituzione, che come ci ricorda Piero Calamandrei poggia sul dolore di chi patì stragi ed eccidi, sul sacrificio dei partigiani e sull’antifascismo. Anche Sant’Anna di Stazzema dunque è madre della nostra Costituzione: qui, dove con brutalità inaudita furono distrutte 560 vite (394 gli identificati ndr) e tra loro almeno 130 bambini in una tranquilla mattina di agosto”.

Conte: Con i soldati tedeschi c’erano anche uomini e donne con il volto semicoperto, parlavano italiano, erano i collaborazionisti, i complici fascisti di questa strage. Non fu una rappresaglia militare, fu un’azione terroristica premeditata, un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli”.

“La nostra Costituzione è stata scritta per affermare con chiarezza mai più fascismo. E’ stata scritta con lo scopo di rifondare lo Stato su principi, valori radicalmente antitetici al fascismo: il valore supremo della persona umana, l’uguaglianza formale ma anche sostanziale di tutti i cittadini, il primato del lavoro, la libertà di espressione, di riunione, la partecipazione democratica offerta a tutti. La Costituzione, lo osservò Giuseppe Saragat, è stata concepita, disse, non solo per sanzionare un passato funesto ma anche per affermare la certezza di un avvenire migliore, fondato sul patto solenne tra gli italiani per rispettare la legalità democratica. E allora c’è un connubio indissolubile tra democrazia e antifascismo“.

 

Conte: “La memoria ritrovata, la memoria viva di quel che è successo in questo luogo ci impone di onorare chi scelse la libertà a prezzo della vita.

Anzi, chi si professa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria. Non possiamo onorare la patria se non onoriamo chi non si è piegato alla dittatura e poi per questo ha sacrificato la propria vita. Chi non si inchina davanti a questo sacrario civile, chi evita di pronunciare parole di verità, non solo continua a ferire un’intera comunità ma finisce per disconoscere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana”.

 

 

 

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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