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Confcooperative sanitarie in Toscana: le donne sono la metà dei soci ma ai vertici restano agli uomini

FIRENZE – La metà delle persone associate alle cooperative sanitarie in Toscana è composta da donne, con una presenza diffusa che si muove tra le strutture di assistenza, i medici e il settore farmaceutico. Il dato emerge dall’ultimo report di Fondo Sviluppo sull’andamento della rete di Confcooperative Toscana riferito allo scorso anno, che fotografa la forte tenuta economica del comparto ma evidenzia anche la necessità di un profondo ricambio generazionale ai vertici delle imprese.

Il quadro regionale mostra un sistema solido che conta 15 realtà attive sul territorio, dove oltre il 53 per cento delle strutture si occupa di specializzazione sanitaria, seguite dalle realtà composte da medici, dalle mutue e dalle farmacie. Dal punto di vista della tenuta finanziaria, più dell’80 per cento delle piccole e medie imprese si colloca in una fascia di totale sicurezza o piena solvibilità, senza registrare situazioni di rischio. Un elemento centrale è l’alta mutualità, dato che 6 addetti su 10 sono anche soci dell’azienda in cui lavorano.

Nonostante l’ampia base femminile, che supera il 68 per cento nelle realtà specialistiche, la governance resta una questione prevalentemente maschile. Quasi il 77 per cento dei presidenti dei consigli di amministrazione è infatti uomo e la guida delle attività è concentrata nella fascia di età tra i 46 e i 65 anni, con una quota significativa di over 66 e nessun presidente sotto i 35 anni.

“I dati ci restituiscono l’immagine di una cooperazione sanitaria che in Toscana funziona e tiene – spiega Anna Batini, presidente di Confcooperative Sanità Toscana – anche nei momenti di maggiore pressione sul sistema salute. Portiamo servizi essenziali nei territori, in modo capillare, stando accanto ai cittadini”. Secondo la presidente, pur essendoci soddisfazione per la partecipazione femminile, serve un cambio di passo nei ruoli di comando: “Dobbiamo fare di più su due fronti – conclude Batini – ovvero portare ancora più donne ai vertici e aprire le porte ai giovani, rendendoli protagonisti nelle posizioni apicali”.

L’obiettivo per il futuro delle cooperative sanitarie in Toscana sarà quindi quello di coniugare la stabilità economica dimostrata sul territorio con una gestione più aperta alle nuove generazioni.

Swamy Cancelli

© Riproduzione riservata

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