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Pistoia, ok in Consiglio all’aumento della tariffa sui rifiuti: “Ma il servizio va ripensato”

Per l'assessore Mattia Nesti è mancata n4gli anni una strategia complessiva da parte del gestore. In futuro "rincari da distribuire con equità"

PISTOIA – Nel corso della seduta di ieri (30 luglio) il consiglio comunale ha approvato la presa d’atto del Piano economico-finanziario (Pef) 2026-2029 del servizio integrato di gestione dei rifiuti.

La delibera, come ha spiegato l’assessore alle entrate e partecipate Mattia Nesti, riguardava la presa d’atto del Piano economico finanziario (PEF) 2026-2029, già approvato dall’Assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro. Un adempimento previsto dalla normativa e indispensabile per consentire al consiglio comunale di approvare successivamente le tariffe Tari  2026 nei tempi stabiliti dalla legge.

“L’incremento dei costi del servizio – ha sottolineato Nesti – riguarda tutti i Comuni dell’ATO Toscana Centro e non dipende dalle scelte della singola Amministrazione comunale né dal voto espresso in assemblea. Per il 2026 il limite massimo di crescita tariffaria fissato dall’Autorità di regolazione è del 6,7%, in lieve diminuzione rispetto al tetto del 7,2% applicato nel biennio 2024-2025. Il Pef quantifica per il Comune di Pistoia un costo complessivo del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti di oltre 37,8 milioni di euro nel 2026. Tuttavia, il tetto massimo agli aumenti tariffari impedisce di recuperare integralmente questi costi attraverso la Tari”:

“La differenza tra i costi effettivi del servizio e quanto può essere coperto con la tariffa – ha proseguito l’assessore – genera un debito tariffario di circa 10 milioni di euro, che sarà recuperato progressivamente negli anni successivi”.

Le tariffe Tari 2026 sono costruite sulla base dei costi sostenuti nel 2024, secondo il metodo tariffario vigente. A questi si sommano gli effetti di alcune scelte organizzative, come l’estensione della raccolta porta a porta nelle aree collinari e montane, oltre al recupero del debito tariffario maturato negli anni precedenti. Il Comune di Pistoia sostiene quindi, attraverso la tariffa 2026, sia i costi del servizio riferiti a due anni prima, sia la quota di debito tariffario accumulata nei periodi precedenti e non recuperata negli anni passati a causa dei limiti agli incrementi tariffari.

L’attuale situazione evidenzia la necessità di riflettere sull’organizzazione del servizio – ha evidenziato l’assessore alle Entrate –. Negli anni si sono succeduti diversi modelli di raccolta nelle varie zone del territorio senza una strategia complessiva, con ricadute sui costi e sull’efficienza del sistema. Secondo l’intervento, nel tempo il gestore Alia Plures ha mostrato difficoltà nel migliorare il servizio, nell’ottimizzare gli investimenti e nel rispondere in modo efficace alle esigenze di cittadine e cittadini. Per questo sarà necessario un confronto sul miglioramento delle prestazioni».

“In assemblea – ha concluso Nesti – abbiamo votato a favore del Pef perché abbiamo ritenuto corretto il lavoro tecnico svolto da Ato Toscana Centro nell’applicazione del metodo tariffario previsto da Arera. In quella sede non si decide se aumentare o meno la Tari, ma si verifica quali costi possano essere legittimamente riconosciuti all’interno della tariffa. Abbiamo scelto un approccio di responsabilità, evitando di attribuire ad altri decisioni che coinvolgono direttamente anche i Comuni. Adesso il nostro compito è lavorare su due fronti: definire tariffe che limitino il più possibile l’impatto degli aumenti, con particolare attenzione a chi vive condizioni economiche e sociali più fragili, e avviare un confronto concreto con il gestore per migliorare l’organizzazione e la qualità del servizio, perché è su questi aspetti che vogliamo concentrare il nostro impegno nei prossimi anni”

Sul tema, unito a quello sulle tariffe Tari 2026, è intervenuta la quasi totalità dell’aula.
“I cittadini fanno la raccolta differenziata, pagano la Tari e si aspettano che i rifiuti vengano recuperati e riciclati – ha evidenziato la capogruppo della Lega Cinzia Cerdini –. Invece una quota ancora troppo elevata finisce in discarica. È giusto chiedere alla Regione quali risultati concreti abbia prodotto dopo anni di piani, strategie e promesse. Domande che molti cittadini si pongono quando ricevono una bolletta sempre più pesante. E continueremo a farle finché ai costi corrisponderà un servizio realmente all’altezza delle aspettative. Ma i dati parlano chiaro. La Toscana continua a essere la prima regione italiana per rifiuti urbani smaltiti in discarica nonostante ci abbia parlato di economia circolare, transizione ecologica e sostenibilità. I numeri raccontano una realtà diversa: continuiamo a dipendere dalle discariche più di qualsiasi altra regione italiana. Questo non è un modello di economia circolare, è il segno di una programmazione impiantistica che non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati”.

Il gruppo consiliare della Lista Civica per Capecchi Sindaco ha riconosciuto l’impegno dell’assessore Nesti nella gestione della stesura del Pef, condividendone l’operato, compreso il voto favorevole espresso in ambito Ato, e apprezzando il lavoro svolto per il riequilibrio della Tari. Il gruppo ha, quindi, espresso il proprio voto unanimemente favorevole e il pieno sostegno alle proposte di programma e alla determinazione delle tariffe Tari.

“Sul Pef – ha dichiarato Dario Baldassarri, consigliere di Forza Italia a nome del gruppo consiliare – ci siamo astenuti, perché riteniamo che il metodo scelto dalla maggioranza non sia stato corretto: un documento così delicato e importante presenta molte criticità, e non si può chiedere al consiglio di approvarlo per poi approfondirlo soltanto in un secondo momento. Il consiglio comunale è un organo che merita rispetto, e serve più collaborazione da parte della maggioranza. In assemblea ATO, inoltre, la maggioranza ha votato a favore, con l’assessore Nesti che sostiene che l’ente stia lavorando bene: una scelta in controtendenza rispetto al centrodestra, che in queste assemblee durante i suoi mandati ha votato contro come segnale politico. Finché non verranno realizzati gli impianti e le strutture necessarie per lo smaltimento, continueremo ad assistere ad aumenti tariffari e criticità sempre maggiori».
La presa d’atto del Piano economico finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti 2026-2029 è stata approvata con 18 voti favorevoli (Capecchi Sindaco, Partito Democratico, Avs – Possibile – Liste Civiche) e 3 contrari (Forza Italia – PPE – Unione di Centro – Liste civiche).

A seguire, l’assemblea ha trattato le tariffe Tari per l’anno 2026, illustrate dall’assessore Nesti.

“La delibera sulle tariffe Tari 2026 – ha spiegato Nesti – prende le mosse dai dati contenuti nel Piano economico finanziario (Pef) appena approvato e definisce sia le aliquote tariffarie sia il sistema delle riduzioni e delle agevolazioni applicabili alle utenze domestiche e non domestiche”.

Nella definizione delle tariffe, l’amministrazione è intervenuta su alcuni parametri tecnici concordati con il gestore Plures. In particolare, è stato aumentato dal 2 al 2,5% l’abbattimento a favore delle utenze domestiche rispetto a quelle non domestiche; la riduzione per le abitazioni con un solo occupante è stata fissata al 12%; inoltre, è stata modificata la distribuzione delle riduzioni riconosciute per la raccolta differenziata, concentrandole interamente sulla quota variabile della tariffa.

“L’obiettivo dichiarato – ha spiegato Nesti – è quello di distribuire gli aumenti secondo criteri di maggiore equità. Poiché nel Pef 2026 l’incremento dei costi riguarda soprattutto la componente variabile della tariffa, senza questi correttivi l’aumento avrebbe inciso maggiormente sui nuclei familiari più numerosi. Le modifiche introdotte mirano quindi a contenere l’impatto sulle famiglie, mantenendo al tempo stesso un equilibrio con le esigenze delle utenze non domestiche”.

La delibera conferma tutte le riduzioni già esistenti negli anni precedenti. Restano in vigore lo sconto del 20% per le utenze domestiche e del 40% per quelle non domestiche nelle aree collinari e montane, così come la riduzione del 50,5% per le attività con prevalente produzione di rifiuti organici che rispettano i requisiti previsti.

Vengono confermate anche le agevolazioni legate all’Isee: esenzione totale per i nuclei con Isee fino a 4mila euro, riduzione del 75% tra 4mila e 8mila euro e del 25% tra 8.000 e 10.000 euro.

La principale novità riguarda l’introduzione di una riduzione del 20% per le famiglie con ISEE compreso tra 10mila e 15mila euro. Si tratta di una misura che amplia la platea delle utenze agevolate e punta a contenere l’impatto degli aumenti tariffari anche per una fascia di popolazione che negli anni precedenti non beneficiava di riduzioni specifiche.

Le tariffe Tari per l’anno 2026 sono state approvate con 18 voti favorevoli (Capecchi Sindaco, Partito Democratico, Avs – Possibile – Liste Civiche, Civici e Riformisti) e 10 astenuti (Fratelli d’Italia, Forza Italia – Ppe – Unione di Centro – Liste Civiche, Avanti Pistoia, Lega).

In merito alla nomina dei componenti della commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari nelle Corti di Assise e di Assise d’Appello, il consiglio comunale ha individuato, in un clima di condivisione, la capogruppo della Lega Cinzia Cerdini e la consigliera del Pd Antonella Cotti.

La seduta si è chiusa con l’approvazione all’unanimità (27 voti favorevoli) dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri Dario Baldassarri di Forza Italia – Amo Pistoia e Bruno Leka del Partito Democratico per la solidarietà al popolo albanese, in adesione alla mozione approvata dal consiglio comunale di Terranova Bracciolini il l’1 luglio 2026.

© Riproduzione riservata

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