Don Biancalani: “A Vicofaro subimmo un assedio militare, le elezioni regionali influirono molto”

Le dure parole dell'ex parroco di Santa Maria Maggiore su quanto accaduto negli ultimi mesi

PISTOIA – Don Massimo Biancali è stato ospite di “Voci Africane”, programma di Radio Radicale condotto da Andrea Billau in collaborazione con Steve Emejuru, coordinatore del Movimento degli Africani. Il parroco, ormai da anni celebre in tutta Italia, ha raccontato della situazione di Vicofaro e del traumatico sgombero di giugno 2025, da lui paragonato ad una vera e propria operazione militare. Don Biancalani, inoltre, non ha nascosto le sue preoccupazioni per una possibile ingerenza governativa su quanto accaduto la scorsa estate.

Don Biancalani su Vicofaro: “Il centrodestra mi ha ostacolato, noi volevamo fare del bene”

“Sono un prete conosciuto per le mie politiche d’accoglienza migratoria, in particolare delle persone che si trovano in posizione di marginalità. Adesso sono stato formalmente rimosso dalle mie cariche a Vicofaro e a Ramini, e sono in tanti quelli rammaricati dalle decisioni delle curia”.

Cos’è accaduto a Vicofaro: “La situazione inizia a precipitare un anno fa, quando il sindaco di Pistoia – Alessandro Tomasi, n.d.r – decise di candidarsi alle elezioni regionali della Toscana per il centrodestra, cosa che lo ha portato anche a Roma per parlare della mia situazione. Ricordo che il mio percorso di integrazione si colloca proprio nei due mandati della destra locale, fortunatamente l’amministrazione è cambiata – afferma il sacerdote. Potete solo immaginare cosa mi hanno fatto Lega, FdI e tanti altri anziché provare a darmi una mano: hanno scelto di non affrontare la tematica e di non aiutare le persone in difficoltà. Noi abbiamo fatto un’opera di resistenza aiutando centinaia di persone negli anni ad uscire da una situazione di marginalità, dal recupero dei documenti all’assistenza sanitaria, tutto in volontariato. Ora questi ragazzi sono formati e lavorano in tutta Europa.

Nel giugno del 2025 subiamo di fatto un assedio militare. Il Vescovo ci aveva già detto di trovare una nuova sistemazione ai ragazzi e a noi andava bene come soluzione, eravamo in una situazione di sovraffollamento, lo sapevamo ed eravamo felici di poter dar loro una nuova casa. Io negli anni avrei voluto creare un vero e proprio centro di assistenza – aggiunge Biancalani – o comunque di poter dirottare le risorse della diocesi al ricollocamento degli ospiti, ma non è possibile.  Comunque, le operazioni di ricollocamento filano lisce se non per alcuni ragazzi, 4 o 5, fragili, che non hanno forse retto il salto in Europa, non sono voluti andare via da quella che consideravano la “Casa di Dio”. Noi abbiamo accettato questa situazione, ma non il ministero, che ha ordinato l’intervento della polizia in tenuta antisommossa per mandar via questi giovani, il tutto sotto l’autorizzazione del Vescovo che mi aveva anche tolto la rappresentanza legale della parrocchia: una situazione inaudita, senza precedenti. Vescovo che poi si è anche dimesso con una formula onestamente particolare, che non si è capita molto.

Nonostante la decisione di Mons. Tardelli io e i parrocchiani ci affidiamo al diritto canonico e facciamo ricorso alla Santa Sede, ma questo è stato respinto. In Italia c’è un rapporto particolare tra Chiesa cattolica e istituzioni, con il governo che può influenzare alcune decisioni della diocesi, e non c’è più Papa Francesco: Papa Leone sta facendo un lavoro straordinario, intendiamoci, ma in tutta onestà ho percepito molto più presente il predecessore sulla nostra questione, sapeva di Vicofaro e di quello che facevamo. Tornando a prima, però, non mi sento solo di criticare Mons. Tardelli, trovo che sia anche giusto ringraziarlo per il rapporto che c’è stato nei 10 anni precedenti, ci ha permesso di fare del bene per tanto tempo, peccato per il finale un po’ amaro e oscuro della vicenda: non sappiamo quanto le scelte governative abbiano influito su quanto accaduto a me e a Vicofaro“.

Interviene nella discussione anche Steve Emejuru, coordinatore del Movimento degli Africani, che ha commentato: “È imbarazzante che la chiesa possa ostacolare un prete che aiuta degli immigrati in mezzo alla strada, un persona che segue la parola del vangelo. Mi viene da piangere a sentire le parole di Don Massimo, rimosso dalla chiesa per aver aiutato i più deboli“.

“La nostra non era una situazione semplice – conclude Biancalani -, specie per il sovraffollamento. La critica dei più non verteva tanto sul fattore accoglienza, quanto sul fatto che il mio operato avrebbe portato alla “sofferenza della pastorale ordinaria”: meno bambini, meno matrimoni, poca gente a messa ecc… Magari è vero, ma io ho sempre chiesto di ridurre la pressione, di redistribuire la presenza dei ragazzi. La partita però non è ancora chiusa, possiamo ricorrere ancora ad un altro ricorso. Tuttavia, se riconosco le criticità di Vicofaro, non capisco quelle su Ramini, che ha attualmente 60 persone fragilissime che non reggerebbero la mia assenza, tanto che il Vescovo – Mascagna, n.d.r – mi ha chiesto di seguirli anche non in veste da parroco. Finora ho protetto i poveri, ora sono loro che stanno proteggendo me in attesa del prossimo ricorso”.

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