MONSUMMANO TERME – La profonda crisi nel settore calzaturiero mette a rischio la sopravvivenza di uno dei comparti storici dell’economia toscana. La contrazione degli ordinativi, l’impennata dei costi energetici e la concorrenza internazionale stanno colpendo duramente i calzaturifici, i tomaifici e i laboratori artigiani della Valdinievole, con ripercussioni pesanti sui livelli occupazionali di centinaia di famiglie.
Le difficoltà del comparto, che per decenni ha rappresentato un’eccellenza della manifattura, si sono accentuate negli ultimi mesi a causa della diminuzione della domanda da parte dei grandi marchi della moda. Molte piccole imprese artigiane e aziende dell’indotto si trovano ora in una situazione di stallo operativo.
“La difficile situazione che sta attraversando il distretto calzaturiero di Monsummano Terme – spiega Emiliano Silvestri della Filctem Cgil Prato Pistoia – desta forte preoccupazione tra lavoratori e imprese”. Secondo il sindacato, il pericolo principale è la dispersione di un patrimonio fondamentale di competenze professionali e di artigianalità sviluppato sul territorio.
Per evitare la chiusura definitiva delle attività e la perdita di posti di lavoro, la sigla sindacale evidenzia la necessità di introdurre strumenti di sostegno per favorire l’innovazione tecnologica e la transizione produttiva della filiera. Diventa inoltre fondamentale investire in percorsi di formazione per garantire il ricambio generazionale all’interno dei laboratori manifatturieri.
La preoccupazione maggiore riguarda i tempi di applicazione delle tutele per i dipendenti, dato che in diverse aziende artigiane i fondi di integrazione salariale sono in via di esaurimento. “Il comparto è strategico e per questo va difeso – conclude Silvestri – devono essere attivati interventi tempestivi per evitare ulteriori chiusure”.


