LAMPORECCHIO – In riferimento al Piano economico finanziario (Pef) 2026-2029 approvato dall’assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro, l’amministrazione comunale di Lamporecchio illustra le motivazioni del voto contrario espresso dal Comune e le scelte adottate per contenere l’impatto dell’aumento dei costi del servizio sulle tariffe Tari
“Nonostante il no deciso dell’amministrazione comunale – spiega il Comune – l’assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro del 23 luglio ha, purtroppo, approvato il Piano economico finanziario 2026-2029 che per il comune di Lamporecchio prevede un aumento del 6,4% passando quindi da € 1.614.063,00 del 2025 a € 1.717.711,01 del 2026. Aumento che, per legge, deve trovare copertura attraverso le tariffe Tari, incidendo quindi sulle bollette delle famiglie e delle attività economiche del territorio. Pur consapevoli che il nostro no (insieme ai no di ‘pochi’ altri comuni), da solo, non è in grado di modificare le decisioni di Alia Plures e, quindi, di Ato, la nostra netta e contraria presa di posizione è un segnale volto a contestare un sistema, quello attuale, che non funziona più (semmai abbia funzionato viste le disattese promesse iniziali) e che deve essere cambiato”.
“Nella prossima seduta consiliare – spiega ancora il Comune – il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare le tariffe Tari per il 2026 sulla base del Pef approvato. Ricevute le proiezioni da parte degli uffici ammnistrativi di Alia Plures Spa, la giunta – nell’unico spazio di manovra che le è consentito – ha predisposto una proposta di delibera che prevede una ripartizione-percentuale delle utenze del 61,5% per le domestiche e del 38,5% per le non domestiche. Nel 2025 la ripartizione adottata all’unanimità era del 60,5% per le utenze domestiche e del 39,5% per quelle non domestiche. È stata una scelta ponderata, fatta cercando la soluzione più equilibrata possibile a contenere l’impatto dell’aumento in modo da non penalizzare né le famiglie né le attività economiche”.
“Sappiamo bene quanto la Tari incida sui bilanci familiari e sulle attività del nostro territorio – conclude il Comune – Proprio per questo abbiamo voluto valutare più soluzioni prima di arrivare a quella che riteniamo più equilibrata per entrambe le categorie. Ricordiamo infine le scadenze Tari: il 31 luglio 2026 scade il primo acconto, ancora calcolato sulle tariffe 2025; il 31 ottobre 2026 scadrà il secondo acconto, sul quale saranno applicate le tariffe 2026 con il relativo conguaglio; il 28 febbraio 2027 sarà infine la scadenza della terza emissione, calcolata sulle tariffe 2026 e con il conguaglio dell’annualità”.


