Niente giri di parole. Il sindaco Claudio Ruggeri lancia la sfida dall’editoriale del periodico comunale: chi ha un cane dovrebbe donare 20 euro all’anno per sostenere le famiglie con figli. La logica è brutale ma chiara: “Il Labrador di casa non vi pagherà la pensione”. Il primo cittadino di San Giorgio su Legnano, in Lombardia, ha scelto le colonne del periodico comunale di maggio 2026 per lanciare una proposta che ha immediatamente diviso la comunità: chiedere un contributo ai proprietari di animali domestici per sostenere le famiglie con figli.
L’intero numero del periodico sembra ruotare attorno al tema della natalità, aprendosi non a caso con le congratulazioni per la nascita del piccolo Lorenzo, figlio di un collaboratore comunale. Un segnale di speranza in un’Italia dove, come scrive il primo cittadino, “mettere al mondo figli è diventato un atto di coraggio ma anche di altruismo”.
La tesi demografica
Il ragionamento di Ruggeri parte da una critica alla visione spesso “individualista” della società moderna. Il sindaco osserva una tendenza crescente tra le giovani coppie a preferire un animale da compagnia, forse perché “meno impegnativo o per timore del futuro”. Pur ribadendo che ognuno è libero di scegliere come vivere, Ruggeri pone un interrogativo sul welfare futuro: “Dubito che il Labrador di casa vi possa, un giorno, pagare la pensione. Lo farà sicuramente il figlio o la figlia di qualcun altro, che dovrà pagarla indistintamente sia ai propri cari che l’hanno messo al mondo sia a chiunque altro”.
Secondo questa visione, i figli sono un investimento collettivo: crescendo, contribuiranno a sostenere l’intero sistema economico, facendo lavorare “insegnanti, medici, commercianti e paradossalmente perfino i veterinari”.
Giornata mondiale del cane, le coppie “Dink” si indebitano per loro
Il nodo economico: la mensa scolastica e le soglie Isee
Dietro la provocazione c’è però un problema amministrativo molto concreto: l’esplosione dei costi dei servizi. Il sindaco spiega chiaramente che il Comune non riesce più ad aiutare le famiglie come vorrebbe: con il nuovo appalto, il costo del buono pasto per la mensa è salito di 1 euro, arrivando a 7 euro totali; attualmente le agevolazioni scattano solo per redditi sotto i 13.000 euro. L’Amministrazione vorrebbe alzare l’asticella a 20.000 o 25.000 euro per includere il ceto medio, ma Ruggeri ammette con onestà che tale mossa “non è sostenibile da parte del bilancio comunale se non dovendo tagliare su altri servizi”.
Cani esclusi dalla Tari
A supporto della sua richiesta, il sindaco evidenzia una disparità nel sistema fiscale locale. La Tari, cioè la tassa sui rifiuti, viene calcolata sulla superficie della casa e sul numero dei componenti del nucleo familiare: “Più produci rifiuti, più paghi. Faccio notare che gli animali domestici sono esclusi dal conteggio”.
Da qui l’appello a quella “fascia silenziosa” di cittadini che, non avendo figli in età scolare, utilizza i servizi comunali solo occasionalmente (ad esempio per rinnovare la carta d’identità) affinché contribuisca “in modo volontario e libero ma consapevole” alla crescita dei piccoli sangiorgesi.
Stiamo davvero preferendo i cani e i gatti ai figli? Spoiler: no
850 cani per 280 alunni
I numeri citati nell’editoriale mostrano a San Giorgio circa 850 cani (senza contare gatti o altre specie), mentre gli alunni della scuola primaria sono solo 280. La proposta è semplice: una donazione di almeno 20 euro all’anno per ogni animale posseduto.
Per passare dalle parole ai fatti, il Comune ha inserito nel periodico un Qr code che rimanda direttamente alla pagina delle erogazioni liberali. Ruggeri ha già dato il buon esempio, versando personalmente 50 euro a nome dei suoi gatti di casa, Fiamma e Saetta, con la causale “Un buono per San Giorgio”.
La polemica
L’iniziativa non è esente da critiche, soprattutto per l’aver messo in contrapposizione diretta figli e animali domestici, entrando in una sfera intima delle famiglie. Le ricerche nazionali, inoltre, mostrino che la presenza di animali è elevatissima proprio nelle famiglie con figli, dove gli animali svolgono un ruolo educativo cruciale.
Inoltre, con una popolazione di circa 6.900 abitanti, gli 850 cani registrati non indicherebbero una “anomalia” locale, ma una distribuzione in linea con la media nazionale, smentendo l’idea che ci sia una rinuncia alla genitorialità in favore del possesso di animali. Resta il fatto che la sfida del sindaco punta a testare quanto sia profondo il senso di appartenenza e la disponibilità dei cittadini a farsi carico dei più piccoli: perché se la cuccia di casa riempie il cuore, sarà la culla piena di qualcun altro a dover riempire di futuro il bilancio del domani.
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