PISTOIA – Ottobre, a Pistoia, si è aperto con il ritorno del Piano Operativo comunale. Un’idea dell’amministrazione locale per raccogliere nuove idee, suggerimenti e contributi da parte dei cittadini per partecipare alla definizione dello strumento urbanistico. Il primo bilancio parla di un successo: il Comune ha raccolto quasi 300 proposte provenienti da cittadini, professionisti, lavoratori e imprese.
Alla scadenza del termine sono pervenute 235 comunicazioni tramite posta elettronica certificata (PEC) che, in diversi casi, contengono più di una proposta. Da una prima ricognizione, dunque, il numero complessivo dei contributi si attesta intorno a 300. Un risultato che conferma l’interesse della comunità per le scelte legate allo sviluppo della città, alla qualità degli spazi urbani e alla pianificazione del territorio.
Giovanni Capecchi, sindaco di Pistoia, esprime la sua gioia parlando di una città effervescente e partecipe delle scelte riguardanti il proprio futuro. Riccardo Trallori, assessore all’urbanistica, entra più nel dettaglio: “In soli trenta giorni abbiamo raccolto circa lo stesso numero di contributi ricevuti dalla precedente amministrazione in tre anni. Abbiamo voluto riaprire questa possibilità perché crediamo che il Piano Operativo debba nascere dal confronto con chi la città la vive ogni giorno. È il segno che la scelta politica di aprire nuovamente alla città la possibilità di scrivere il futuro del nostro territorio ha trovato un consenso ampio e diffuso, ed è anche la migliore risposta a chi aveva criticato le modalità di raccolta dei contributi. Ringrazio tutti coloro che hanno dedicato tempo e attenzione a questo lavoro: il nostro obiettivo è costruire uno strumento urbanistico condiviso, capace di guardare alla qualità della vita nei quartieri e alla sostenibilità delle scelte future”.
Conclusa la fase di raccolta, si apre adesso quella dell’esame delle proposte. Gli uffici comunali procederanno alla valutazione dei contributi pervenuti, verificandone i contenuti e la coerenza con la normativa urbanistica e con gli indirizzi del Piano Strutturale. Un passaggio necessario per individuare gli elementi che potranno concorrere alla definizione del nuovo strumento di pianificazione comunale.


