PISTOIA – Un’altra mattinata di manifestazioni, un altro incontro del sindaco di Pistoia con gli studenti pistoiesi. Anche oggi Giovanni Capecchi è sceso in piazza per confrontarsi con i ragazzi che hanno esposto i problemi delle scuole e del contesto socio-economico italiano, e pochi minuti fa ha pubblicato una lettera aperta a tutti i docenti della città, presentandosi come insegnante prima ancora che come sindaco. Queste le sue parole.
“Care colleghe e cari colleghi, vi scrivo come insegnante, prima ancora che come Sindaco.
Desidero condividere con voi una riflessione che nasce dalla convinzione che il nostro ruolo educativo vada ben oltre le ore di lezione e la trasmissione delle conoscenze. In questi giorni ragazze e ragazzi stanno manifestando per esprimere le proprie preoccupazioni, le proprie idee, il bisogno di cambiamenti radicali e il desiderio di essere ascoltate e ascoltati. Credo che possiamo vivere queste iniziative non come giornate sottratte alla scuola e all’apprendimento, ma come occasioni importanti di crescita e di formazione.
La scuola è il luogo in cui si impara a essere cittadine e cittadini, a esercitare il senso critico, a confrontarsi, a partecipare alla vita della comunità. Per questo penso che le ragioni delle ragazze e dei ragazzi meritino attenzione e rispetto – sottolinea il sindaco-, anche quando non coincidono con il nostro punto di vista. Le manifestazioni di questi giorni si pongono l’obiettivo di lottare non solo per la generazione che le promuove, ma per il presente e il futuro di tutte e tutti noi.
Troppo spesso la mia, la nostra generazione non ha lasciato gli spazi necessari a chi oggi si riappropria dei luoghi della democrazia. E lo fa in modo deciso, democratico e pacifico. Penso sia importante accompagnare queste manifestazioni con disponibilità e spirito di collaborazione, scegliendo l’ascolto anziché la contrapposizione, il dialogo anziché l’ostacolo. Non si tratta necessariamente di condividere ogni posizione o ogni forma di protesta. Si tratta di riconoscere alle nostre studentesse e ai nostri studenti il diritto di esprimersi, e di trovare nel mondo adulto, e in noi insegnanti in particolare, ascolto e disponibilità al dialogo.
Sono convinto che anche questo sia fare scuola. Forse, in alcuni momenti, uno degli insegnamenti più importanti che possiamo offrire.
Un caro saluto e un ringraziamento per il lavoro che ogni giorno svolgete per la nostra comunità.
Giovanni Capecchi”.


