Provincia di Pistoia, Marmo non nomina un vicepresidente: “Assurde le accuse di pregiudizi etnici su Bruno Leka”

Il presidente distribuisce le deleghe ma non avrà un numero due: "La democrazia non è solo numeri ma anche pluralismo, equilibrio e rappresentanza"

PISTOIA – Provincia di Pistoia, Marmo non nomina un vicepresidente: “Assurde le accuse di pregiudizi etnici su Bruno Leka”.

Non accennano a placarsi i malumori e le tensioni politiche a Palazzo de’ Rossi dopo le elezioni provinciali. Al termine di settimane segnate da un acceso scontro interno alle correnti del Partito Democratico per la definizione del nuovo assetto di governo, il presidente della Provincia di Pistoia, Luca Marmo, ha firmato il decreto per l’assegnazione delle deleghe. Tra le decisioni principali spicca la scelta di non nominare alcun vicepresidente, avvalendosi delle facoltà che la legge attribuisce al vertice dell’ente pur di evitare ulteriori spaccature all’interno della maggioranza di centrosinistra.

La decisione giunge all’esito di un clima di duro scontro in cui sono filtrate anche accuse velate relative a presunti pregiudizi etnici legati al mancato conferimento della carica al consigliere Bruno Leka. Nel suo intervento, Marmo ha respinto ogni insinuazione addebitando la scelta a ragioni esclusivamente politiche, di pluralismo e di equilibrio di rappresentanza, ricalcando l’esigenza di salvaguardare il ‘campo largo’ e la convivenza tra le diverse sensibilità della coalizione.

“Su questo punto credo sia necessario fare chiarezza, anche perché in questi giorni sono state formulate interpretazioni che ritengo profondamente ingiuste e che rischiano di spostare il confronto dal piano politico a quello personale – dichiara Marmo – Ho letto dichiarazioni che lasciano intendere che sulle nomine avrebbe inciso un pregiudizio etnico. Le respingo con assoluta fermezza. Non c’è nulla, nella mia decisione, che abbia a che fare con l’origine, la nazionalità o la storia personale del consigliere Leka. Sono figlio di emigranti e sono nato in un paese straniero. Ma, al di là della mia vicenda personale, sono i fatti a parlare: durante la campagna elettorale ho sostenuto pubblicamente e senza esitazioni Bernard Dika, anch’egli di origine albanese, e oggi ho affidato allo stesso Bruno Leka deleghe importanti e strategiche per la Provincia, a partire da Istruzione e trasporto pubblico locale, oltre ai rapporti con il capoluogo sulla programmazione urbana e con le istituzioni sovra-provinciali. È dunque evidente che la scelta sulla vicepresidenza non riguarda l’origine di una persona, ma esclusivamente una valutazione politica e istituzionale sull’equilibrio che ritengo necessario costruire all’interno della Provincia”.

Entrando nel merito dei rapporti di forza interni al partito e alla maggioranza, il presidente ha analizzato le dinamiche numeriche alla base delle rivendicazioni: “In questi giorni è stato evocato il concetto di democrazia, sostenendo sostanzialmente che, esprimendo una componente interna al Pd in più rispetto all’altra, avrebbe titolo a esprimere il vicepresidente. Ma la democrazia non è soltanto aritmetica. È anche pluralismo, equilibrio e rappresentanza. Io mi sono mosso proprio nella ricerca di questo equilibrio, con l’obiettivo di consolidare il campo largo e in coerenza con gli orientamenti che si sono affermati a livello nazionale, regionale e provinciale. Peraltro, la mia appartenenza politica è la stessa di Bruno Leka. È proprio per questo che la sua eventuale indicazione alla vicepresidenza avrebbe potuto produrre un segnale politico molto preciso: presidenza e vicepresidenza riconducibili alla medesima area, con il rischio di trasmettere l’idea che una componente intendesse concentrare su di sé l’intero spazio di governo. Non credo che questo sia il modo migliore per costruire un campo largo. In un’organizzazione politica plurale, le diverse anime devono trovare un punto di equilibrio e una rappresentanza adeguata. E in questo senso è innegabile che Lisa Amidei, prima degli eletti e rappresentante di una diversa area politica, costituisse un punto di caduta naturale per una soluzione capace di garantire equilibrio e pluralismo. Non è una questione personale. È una questione politica”.

Nel concludere la sua riflessione, Marmo ha rivolto un appello al senso di responsabilità di tutte le forze di governo: “Vorrei infine ribadire una cosa. Non ho assunto questa posizione contro Bruno Leka, contro Lisa Amidei, contro una componente politica o contro una generazione. Ho cercato di esercitare la responsabilità che mi è stata affidata costruendo un equilibrio che, a mio giudizio, fosse utile alla Provincia. Le differenze politiche sono legittime. Il dissenso è fisiologico. Ma la Provincia non ha bisogno di vincitori e vinti: ha bisogno di responsabilità, collaborazione e capacità di lavorare sui problemi concreti dei cittadini e dei territori. Le deleghe che oggi vengono attribuite vanno esattamente in questa direzione. A tutti i consiglieri ai quali ho affidato queste responsabilità chiedo di lavorare insieme, nel rispetto delle diverse sensibilità, mettendo al centro l’istituzione provinciale. Io continuerò a fare il Presidente della Provincia cercando di rappresentare tutti, anche chi non condivide le mie scelte. È questo, a mio avviso, il significato più autentico del mandato che ho ricevuto”. .

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