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Licenziamenti Navico Montespertoli: fumata nera. Istituzioni abbandonano tavolo regionale

MONTESPERTOLI – Licenziamenti Navico Montespertoli: fumata nera. Istituzioni abbandonano tavolo regionale

Tavolo di crisi Regione Toscana dedicato a Navico Rbu Italia Srl (settore meccanico), l’azienda di Montagnana, a Montespertoli, che ha chiuso i cancelli e avviato il licenziamento collettivo per  i 27 dipendenti.

ll sindaco Alessio Mugnaini, insieme al vicesindaco Marco Pierini e all’assessore al lavoro Paolo Vignozzi, hanno abbandonato, insieme a Regione Toscana e sindacato, il tavolo di crisi regionale “a seguito dell’atteggiamento inaccettabile della proprietà Brunswick“.

Valerio Fabiani, consigliere di Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali: “E’ stato scioccante, non ci era capitato niente di simile, neppure nei casi più gravi”.

“Navico, la multinazionale norvegese che intende trasferirsi in Messico, non ha recepito niente al tavolo regionale: né le proposte delle istituzioni (la Regione, ma c’era anche il Comune di Montespertoli) per favorire una reindustrializzazione del sito; né il riconoscimento di ammortizzatori sociali, né le misure di formazione o per il reinserimento dei lavoratori. Niente: nessun interesse per il territorio, per le sorti di chi ci lavora, le istituzioni, i sindacati, niente. Una lezione su ciò che un’impresa non deve fare”.

Fiom Firenze Prato Pistoia: “Si è concluso con un doppio diniego da parte di Brunswick Corporation l’incontro convocato in Regione Toscana a Firenze per trovare soluzioni utili a salvare la Navico di Montespertoli.
In rappresentanza della multinazionale leader mondiale nella tecnologia marina e proprietaria di Navico, era presente il presidente di Navico EMEA, Ton De Winter, accompagnato dagli avvocati.
Brunswick ha rifiutato la richiesta presentata da tutte le parti al tavolo di ritirare i licenziamenti e ha dimostrato una falsa disponibilità a sospendere la procedura di licenziamento perché disponibile a valutare offerte di soggetti interessati solo entro trenta giorni e a condizione che queste non arrivino da concorrenti”.

Per Stefano Angelini, segretario Fiom Cgil Firenze Prato Pistoia “Brunswick ha paventato un’apertura non reale: non è pensabile in soli due mesi individuare aziende estranee al settore in grado di formulare offerte di acquisto. Un comportamento inaccettabile e irrispettoso dei lavoratori, delle istituzioni e del territorio tutto”. La Fiom “mantiene lo stato di agitazione, farà assemblee coi lavoratori ed è pronta a mettere in campo tutte le iniziative per far cambiare idea all’azienda”.

Sindaco Alessio Mugnaini: “Grande sconcerto e indignazione. L’amministrazione comunale si aspettava un progetto o una prospettiva chiara da parte dell’azienda. Tuttavia, dopo ore di incontri e continui rinvii, Brunswick ha confermato totale chiusura, rifiutando di ritirare i licenziamenti o quantomeno sospendere la procedura in corso e lasciando così i lavoratori e il territorio senza alcuna prospettiva di continuità produttiva.

“Insieme alla Regione Toscana, che ringraziamo per il supporto istituzionale, alla Fiom Firenze Prato Pistoia e ai rappresentanti dei lavoratori, abbiamo avanzato una richiesta chiara e determinata: fermare i licenziamenti e lavorare insieme per individuare soluzioni che permettano di mantenere lo stabilimento e salvaguardare i posti di lavoro.

Brunswick, invece, ha passato tre ore tergiversando, alternando pause e consultazioni interne, per poi ripresentarsi senza alcun cambiamento di posizione, rifiutando di sospendere o ritirare i licenziamenti e lasciando i lavoratori senza alcuna prospettiva di continuità.

“Questo atteggiamento rappresenta uno schiaffo ai lavoratori, alle loro famiglie e all’intera comunità di Montespertoli. Un comportamento che non possiamo e non vogliamo accettare. Di fronte a tale arroganza e mancanza di rispetto, ci organizzeremo con tutti gli strumenti possibili per impedire lo smantellamento del sito produttivo. Chiediamo inoltre a tutti i cittadini di alzare la voce contro questa inaccettabile decisione, che rappresenta una grave ferita per il nostro territorio. La lotta per la difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori di Navico continua. Non ci arrenderemo”.

Enrico Sostegni, consigliere regionale Pd: “La chiusura dello stabilimento Navico RBU di Montespertoli e il licenziamento collettivo dei 27 dipendenti rappresentano un atto grave e inaccettabile, che colpisce lavoratori, famiglie e l’intero tessuto produttivo locale. Nonostante le richieste avanzate dalle istituzioni e dalle rappresentanze sindacali, l’azienda ha rifiutato ogni trattativa, confermando la decisione di delocalizzare la produzione in Messico. Una scelta che, oltre a essere ingiusta, mina il valore del lavoro e delle competenze radicate nel nostro territorio. L’atteggiamento dell’azienda al tavolo regionale è stato intollerabile perché ha mortificato istituzioni e territorio”.

Sostegni, ricorda, aveva portato la vicenda in Consiglio regionale, con una mozione votata all’unanimità dall’aula

“Come Regione Toscana ci siamo attivati sin dal primo momento, convocando l’Unità di Crisi e chiedendo un confronto vero e concreto. Continueremo a sostenere i lavoratori e a portare avanti ogni azione possibile. Questa vicenda richiama ancora una volta la necessità di strumenti più incisivi contro le delocalizzazioni selvagge, che penalizzano le nostre comunità a vantaggio di logiche esclusivamente speculative. La Regione farà la sua parte  ma serve anche un impegno forte a livello nazionale per difendere il lavoro e il futuro di interi territori”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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