PISTOIA – La violenza esplosa nella serata dello scorso 3 febbraio in via Fermi, a Pistoia, ha ora un volto e un nome, almeno per gli uffici della questura. La squadra mobile ha infatti chiuso il cerchio sull’aggressione avvenuta nei pressi di un bar in via Cellini, denunciando due giovani di origini albanese, di 26 e 28 anni, già noti alle forze dell’ordine. Le accuse nei loro confronti sono pesanti: lesioni personali aggravate in concorso, minaccia e porto di oggetti atti ad offendere.
Tutto era iniziato intorno alle 21 di giovedì, quando una pattuglia delle volanti è intervenuta d’urgenza per la segnalazione di una lite finita nel sangue. Sul posto, i poliziotti hanno trovato la vittima con una vistosa ferita da taglio all’altezza della spalla. Nonostante lo shock e il dolore, l’uomo è rimasto sempre cosciente ed è stato trasportato dai sanitari del 118 al vicino ospedale, dove i medici lo hanno successivamente dimesso con una prognosi di 10 giorni. Un bilancio che sarebbe potuto essere ben più grave se il fendente avesse colpito punti vitali.
La ricostruzione del raid punitivo è stata possibile grazie a un minuzioso lavoro di indagine. Gli investigatori della Mobile hanno incrociato le testimonianze raccolte nell’immediatezza con le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. I filmati hanno confermato che i due aggressori hanno raggiunto la vittima a bordo di un’auto: dopo un rapidissimo scontro verbale, uno dei due ha sguainato un coltello, minacciando il rivale e colpendolo prima di darsi alla fuga. Alla base del gesto non ci sarebbe un movente casuale, ma una serie di dissapori pregressi e irrisolti tra le parti che hanno portato alla violenta resa dei conti in strada.


