PESCIA – “Gli aumenti che oggi pesano sulle bollette dei cittadini sono stati decisi nel 2022. Con il nostro insediamento, nel 2024, è stato aggiornato il Piano Economico Finanziario riuscendo finalmente, anche se di poco, a ridurre quanto stabilito in precedenza. I numeri parlano chiaro: dal 2022 al 2025 Pescia avrebbe registrato un aumento complessivo di circa 1,4 milioni di euro; con l’aggiornamento tale aumento è stato contenuto a 1,1 milioni, ottenendo un “risparmio” di 300mila euro per la comunità”. Luca Tridente, vice-sindaco di Pescia, è così intervenuto in merito alle polemiche sorte in merito alla Tari.
Il vice-sindaco richiama poi una scelta cruciale compiuta nel 2018: la mancata introduzione della raccolta porta a porta insieme ai comuni del circondario. “Quella decisione – sottolinea – oggi la paghiamo tutta. Secondo i dati della Regione Toscana riferiti all’anno 2023, ogni cittadino di Pescia produce 56 kg di rifiuti urbani in più rispetto alla media regionale e ben 97,4 kg in più rispetto a quella provinciale. Rispetto ai Comuni limitrofi, produciamo 259 kg in più di Uzzano, 51 kg in più di Montecatini Terme, 191 kg in più di Capannori e 114 kg in più di Villa Basilica. È evidente come mai. Ci ritroviamo oggi a partire con anni di ritardo con il porta a porta, l’unico vero strumento per contrastare gli abbandoni, e con una quantità enorme di rifiuti che sono stati prodotti anche da altri ma smaltiti a spese dei pesciatini. La strategia di una parte della minoranza è ormai chiara: costruire ricostruzioni fantasiose per confondere le persone e scaricare su altri responsabilità che hanno nomi e cognomi”.


