PESCIA – Confindustria Toscana Nord ha alzato la voce sul tema dell’energia, chiedendo interventi urgenti per aiutare le imprese del territorio. La richiesta è arrivata durante l’assemblea dell’associazione, ospitata nello stabilimento di Verallia Italia, azienda del settore vetrario.
L’incontro, dal titolo E fra 10 anni? Tecnologia, economia, imprese: scenari e visioni per il prossimo decennio, è coinciso con i dieci anni dalla nascita di Confindustria Toscana Nord, nata dall’unione delle associazioni di Prato, Pistoia e Lucca. Un’occasione che la presidente Fabia Romagnoli ha usato per guardare al futuro, senza dimenticare i problemi di oggi.
Nel suo intervento, Romagnoli ha ricordato come le aziende del territorio abbiano saputo resistere e adattarsi ai grandi cambiamenti degli ultimi dieci anni, tra cui Brexit, pandemia e i conflitti internazionali. Per la presidente è ora arrivato il momento di guardare avanti, puntando su intelligenza artificiale, digitalizzazione e automazione come leve di sviluppo per le imprese.
Il problema più urgente resta comunque quello dell’energia. Secondo i dati diffusi dall’associazione, le bollette di gas e luce delle fabbriche di Lucca, Pistoia e Prato sono salite dagli 890 milioni di euro del 2024 a quasi 1,1 miliardi previsti per il 2026. Rispetto al 2019, a parità di consumi, la spesa in più arriva a 435 milioni di euro, con un aumento del 70%.
Di fronte a questi numeri, Romagnoli ha chiesto misure straordinarie e aiuti immediati, sollecitando interventi rapidi a livello nazionale, regionale ed europeo per abbassare i costi e sostenere le aziende più in difficoltà. Oltre alle misure urgenti, l’associazione chiede di puntare su soluzioni durature: energie rinnovabili, nucleare, reti elettriche più moderne e sistemi di accumulo, insieme a permessi più semplici da ottenere.

Tra le altre richieste avanzate figurano il completamento della terza corsia dell’A11, una scuola più vicina ai bisogni delle imprese e una pubblica amministrazione più snella, con tempi certi per le pratiche. Romagnoli ha toccato anche i temi delle aree industriali, della fiscalità e dei rifiuti, indicato come un problema che può trasformarsi in una risorsa per produrre energia.
Per capire meglio lo stato dell’industria locale e tracciare la rotta dei prossimi dieci anni, l’associazione ha incaricato Prometeia di realizzare uno studio, che sarà presentato entro fine anno. I primi numeri mostrano che il settore manifatturiero dei tre territori genera un valore complessivo di 14,6 miliardi di euro.
A chiusura del suo intervento, Romagnoli ha auspicato un dialogo più stretto tra imprese e istituzioni, sottolineando la necessità di un rapporto sempre più intenso tra i due mondi. Per Confindustria Toscana Nord, la sfida dei prossimi dieci anni sarà unire risposte immediate e una visione a lungo termine per l’industria del territorio.


