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lunedì 23 Marzo 2026
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Viaggio nel cuore del centro trasfusionale di Pescia: gli studenti scoprono il valore del dono

Dai banchi di scuola alla corsia d'ospedale: le classi quinte del liceo Lorenzini a lezione di educazione civica e sanitaria insieme ai medici dell'Asl Toscana centro

PESCIA – I reparti dell’ospedale Santi Cosma e Damiano si sono trasformati per una mattina in un’aula di educazione civica e sanitaria. Nella giornata di venerdì, le classi quinte del liceo Lorenzini di Pescia, accompagnate dal corpo docente, hanno varcato le porte del Centro Trasfusionale locale per toccare con mano l’importanza vitale della donazione di sangue ed emocomponenti.

La visita guidata rappresenta il coronamento di un progetto di sensibilizzazione avviato in precedenza direttamente tra i banchi scolastici. Ad accogliere la delegazione studentesca in reparto è stato il dottor Daniele Berretti, alla guida della struttura di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Asl Toscana centro (che unisce le sedi di Pescia e Pistoia).

Il medico ha illustrato ai ragazzi l’intero iter clinico, soffermandosi in particolare sui severi requisiti fisici richiesti ai volontari. Parametri che non rappresentano un ostacolo burocratico, ma un doppio scudo di sicurezza progettato per tutelare l’incolumità di chi compie il gesto solidale e, al contempo, garantire l’assoluta idoneità del materiale infuso ai pazienti riceventi.

Durante l’incontro è emerso un dato scientifico cruciale, ricordato dallo stesso Berretti: il sangue umano è un elemento impossibile da riprodurre artificialmente in laboratorio. Dal suo trattamento, inoltre, non derivano solo le classiche sacche per le trasfusioni, ma vengono isolate anche le immunoglobuline. Queste ultime sono indispensabili per trattare malattie immunologiche e prevenire gravi infezioni. Tra le applicazioni salvavita figurano le profilassi antitetaniche per i soggetti feriti privi di copertura vaccinale e le terapie anti-Rh D, somministrate alle donne in gravidanza con gruppo sanguigno Rh negativo per scongiurare pericolose patologie emolitiche a carico del nascituro.

L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva della direzione ospedaliera e dei volontari di Avis e Fratres. Alle associazioni è stato riconosciuto un ruolo insostituibile nel diffondere la cultura della solidarietà, supportando i cittadini dal primo contatto fino alla fidelizzazione per le donazioni periodiche.

Per Giuditta Niccolai, direttrice sanitaria del presidio, l’apertura della struttura alle scuole costituisce un asse strategico per radicare nei giovani i concetti di cooperazione e responsabilità, ricordando come il dono del sangue resti un atto strettamente volontario, anonimo e gratuito.

A margine dell’evento formativo è stata scattata una fotografia dell’attività trasfusionale registrata in Valdinievole nel corso del 2025. I prelievi di sangue intero hanno toccato quota 4214, suddivisi tra il polo di Pescia (3151) e quello di Monsummano (1063). Le donazioni specifiche di plasma si sono invece attestate a 707, di cui 620 effettuate a Pescia e 87 a Monsummano.

© Riproduzione riservata

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