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Il Maggio Fiorentino sul palco del Montecatini Unesco Arti Festival

La serata di domani (3 luglio) sarà aperta da una speciale lezione di musica con il compositore Michele dall'Ongaro

MONTECATINI – Una speciale lezione di musica con Michele dall’Ongaro aprirà alle 20,30 la serata di domani (3 luglio) del Montecatini Unesco Arti Festival: il noto compositore e presidente del Rossini Opera Festival racconterà il rapporto speciale della città con i grandi musicisti della nostra storia. Verdi, Mascagni, Rossini, Leoncavallo, Puccini hanno nelle loro vite soggiornato per lunghi periodi nella città dell’acqua dove sono stati composti brani importanti del loro repertorio. Il maestro li ripercorrerà con aneddoti ed esempi musicali.

Alle 21,30 il Teatro del Maggio Fiorentino presenta una versione essenziale e potente dei Carmina Burana.

L’esecuzione, diretta dal maestro Lorenzo Fratini, sarà affidata alle percussioni, ai pianoforti e a tre voci soliste, con il coro composto, per l’occasione, dalle voci adulte insieme alle voci bianche dell’Accademia del Maggio. La direttrice del coro di voci bianche è Sara Matteucci.

Sul palco la soprano Aloisia de Nardis, il tenore Marco Ciaponi e il baritono Roberto De Candia.

Così dichiara il Maggio: “La proposta che presentiamo quest’anno ci permette di dare spazio dopo l’Orchestra a un’altra eccellenza del nostro teatro, il Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretto dal maestro Lorenzo Fratini che, senza falsa modestia, è una compagine considerata fra le migliori a livello internazionale. Carl Orff costruì così una musica essenziale, fondata sul ritmo, sulla ripetizione e sull’energia della parola. È una musica magnetica che parla prima al corpo e poi all’intelligenza, e forse è anche questo il motivo della sua enorme popolarità. In questa occasione ascolteremo una versione particolare dell’opera: quella per due pianoforti e percussioni. Non è una semplice riduzione dell’organico orchestrale, ma una prospettiva diversa sull’opera. I pianoforti mettono in risalto l’architettura della scrittura, mentre le percussioni ne esaltano il carattere primordiale e rituale. La forza dei Carmina Burana rimane intatta, anzi, in certi momenti appare ancora più diretta e incisiva. I solisti sono tutte voci importanti e di grande qualità: Roberto de Candia, Aloisia de Nardis, Marco Ciaponi. Inoltre, questa trascrizione permette di valorizzare anche altre importanti realtà del Teatro del Maggio, il Coro delle voci bianche dell’Accademia diretto dalla maestra Sara Matteucci, i pianisti Andrea Severi e Leonardo Andreotti che sono i nostri riferimenti per la preparazione delle produzioni, i percussionisti dell’Orchestra del Maggio che in questa occasione assumono un ruolo più solistico“.

© Riproduzione riservata

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