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Quarrata ricorda Gino Bracali, Giordano Cappellini e Mario Innocenti

Vennero uccisi durante l'eccidio nazi-fascista tra l'8 e il 9 agosto del 1944

QUARRATA – Venerdì 7 agosto 2026 alle ore 21:15 a Castel dei Gironi (Montemagno) il Comune di Quarrata in collaborazione con ANPI sezione di Quarrata promuove come ogni anno la cerimonia in ricordo dei giovani Gino Bracali, Giordano Cappellini e Mario Innocenti in occasione dell’82° anniversario della loro uccisione per mano nazi-fascista.

La cerimonia, presieduta dal Sindaco di Quarrata Gabriele Romiti, consiste nella deposizione di una corona di alloro sulla lapide in ricordo delle vittime, accompagnata dall’esecuzione del Silenzio da parte della Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Quarrata e di alcuni canti e storie della Resistenza eseguiti dal gruppo musicale “2 Giugno”.

La commemorazione vuole ricordare la strage nazi-fascista compiuta tra l’8 e il 9 agosto 1944: i militari tedeschi arrivarono a Montemagno dove uccisero a sangue freddo Gino Bracali, incapace di intendere e di volere, che non aveva risposto a una squadra tedesca su dove fosse diretto. La sera dello stesso giorno furono catturati cinque giovani sfollati (Aldo Baldi di Pistoia, Aldo Palandri di Prato, Albano Vallecchi, Icilio Pecorini e Angelo Burchietti di Montemagno) e portati alla fattoria Poggi Banchieri a Santonuovo, dove furono interrogati e torturati.

Questi negarono ogni accusa di partigianeria dicendo che si erano nascosti solo per non essere deportati. Grazie però alla mediazione dell’interprete Maggetta Contrucci e di un sergente tedesco, evitarono la fucilazione e furono mandati nell’empolese ai lavori forzati alla Todt (OT in tedesco Organisation Todt, fu un ente di costruzioni che operò dapprima nella Germania nazista e poi in tutti i paesi occupati dalla Wehrmacht, le forze armate tedesche).

Sempre la sera del 9 agosto 1944 i tedeschi circondarono con varie autoblindo l’abitato di Castel dei Gironi. Dopo aver fatto uscire donne e bambini, distrussero tutte le quattordici case del borgo. Giordano Cappellini, di 19 anni, fu ucciso a mitragliate mentre cercava di arrendersi e di mettere in salvo (passando per i tetti) Mario Innocenti, di 36 anni, che era malato. Quest’ultimo fu poi barbaramente finito a bastonate da un soldato polacco precedentemente infiltratosi nella formazione partigiana “Comunista n.1”. Il corpo di Giordano Cappellini rimase a terra per giorni su ordine dei nazisti che impedirono a chiunque di avvicinarsi. Fu grazie alla mamma, partita da Barba con un barroccio, che fu possibile dargli degna sepoltura.

© Riproduzione riservata

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