Gentilezza come nuovo rilevatore della qualità della vita e dunque del benessere, da affiancare al classico Pil per valutare come si vive in Italia. È iniziato ieri al Senato l’iter del ‘Kindness Act‘, con la proposta di un disegno legge – il primo in Italia – che punta a dare un ruolo diverso a qualcosa che sembra démodé ma che negli ultimi tempi sta riassumendo una nuova centralità: la gentilezza appunto. L’obiettivo è inserirla nei BES, gli indicatori capaci di misurare la qualità di vita di un Paese, oltre il noto Prodotto Interno Lordo, che si ferma alla dimensione economica. La proposta è voluta dal MIG, il Movimento Italiano per la Gentilezza, nato nel 2001 e presieduto da Natalia Re, ed è sostenuta del senatore Raoul Russo e dall’onorevole Maria Carolina Varchi, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati.
Politiche pubbliche basate sulla gentilezza: nel Mondo già succede
Se per l’Italia si tratta di una prima, l’esperienza degli altri Paesi dimostra che è possibile “tradurre il valore della gentilezza in una dimensione misurabile del benessere e come infrastruttura sociale dello sviluppo, capace di orientare politiche pubbliche, scelte organizzative e investimenti sociali”, spiega Re sottolineando che “la proposta del Kindness Act si colloca esattamente in una traiettoria internazionale”.
Sono già molti infatti i Paesi che hanno integrato la gentilezza nelle normative. Su tutti il Giappone, con le sue leggi che promuovono il rispetto reciproco e l’inclusione culturale. Il programma stesso del MIG è collegato al ‘World Kindness Movement’ di Tokyo, riconosciuto dalle Nazioni Unite e di cui Re fa parte. Ma c’è anche il Canada, che nell’ormai lontano 1988 ha varato il Multiculturalism Act con cui promuove la multiculturalità come un valore fondamentale per la società. Ancora, in Australia sono in vigore il National Day of Action Against Bullying and Violence e diversi provvedimenti e iniziative locali per combattere il bullismo e la violenza, in particolare nelle scuole. Mentre i Paesi Scandinavi promuovono la gentilezza, il rispetto e l’inclusione sociale come parte integrante delle politiche pubbliche.
Ma il caso forse più famoso è il Bhutan, dove è stata introdotta un’alternativa al Pil per guidare le politiche pubbliche: la Felicità Interna Lorda (GNH).
Effetti misurabili
Gli effetti dei comportamenti gentili, d’altronde, fa notare Re, “sono concreti” e si riverberano “sulla fiducia, sulla cooperazione, sul benessere delle persone, sulla qualità delle relazioni e, sempre più chiaramente, anche sulla produttività”. Ma, continua la presidente del MIG, “ciò che non si misura non entra davvero nelle politiche pubbliche”.
Da qui, la proposta di fare della gentilezza il 13mo BES, “non per aggiungere un indicatore simbolico, ma per riconoscere che la qualità delle relazioni è una variabile strutturale dello sviluppo”, sottolinea Re. “Trasformare la gentilezza in indicatore statistico significa fare scelte concettuali e metodologiche precise. L’esperienza del Benessere equo e sostenibile dell’Istat mostra che misurare il benessere è possibile, ma solo attraverso un percorso metodologico rigoroso”, ha chiarito a sua volta Cristina Freguja, direttore Dipartimento per le Statistiche Sociali e Demografiche Istat.
Scuola e lavoro
L’iniziativa si concentra poi su due mondi ‘sensibili’: scuola e lavoro. Al Kindness Act si affiancano infatti due testi collegati: uno rivolto al mondo dell’istruzione, per promuovere la gentilezza come metodo educativo e di prevenzione del bullismo – anche online -, e uno rivolto al mondo professionale, e alla pubblica amministrazione in particolare, con lo scopo di favorire ambienti inclusivi e rispettosi, liberi da molestie e discriminazioni.
“Questo provvedimento rappresenta un’opportunità per integrare nelle istituzioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro pratiche concrete che favoriscano relazioni più rispettose, inclusive e attente al benessere collettivo”, spiega in una nota Varchi aggiungendo che per il Movimento il Kindness Act è “un passo fondamentale per promuovere valori civili, rispetto reciproco e coesione sociale nel nostro Paese”.
“Crescita economica e qualità delle relazioni non siano alternative”
Per Russo, l’iniziativa del MIG rappresenta “un’opportunità significativa per rafforzare una visione di sviluppo che tenga insieme crescita, produttività, qualità delle relazioni e centralità della persona, contribuendo alla costruzione di un’Italia più coesa, capace di valorizzare il benessere come leva strategica di competitività e progresso sociale”. Dal senatore arriva perciò “l’impegno ad accompagnare l’iter parlamentare della proposta anche in Senato, favorendo un confronto ampio e bipartisan che consenta di tradurre i principi della gentilezza in strumenti normativi concreti, capaci di incidere positivamente nei contesti educativi, lavorativi e comunitari”.
“Vogliamo contribuire a costruire un Paese in cui fiducia e cooperazione non siano effetti collaterali, ma obiettivi espliciti. Un Paese in cui la crescita economica e la qualità delle relazioni non siano alternative, ma parti della stessa strategia”, conclude Re.
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