“Non avete la televisione in camera”? I messaggi social alla coppia con 8 figli

“Non avete la televisione in camera?” La famiglia “Profumodipanepresezzo”, otto figli e oltre 144mila follower su Instagram, ogni volta che ha annunciato una gravidanza se ne è sentite dire di tutti i tipi. Dai commenti più entusiasti della prima e della seconda ‘dolce attesa’ a quelli più scettici o critici delle successive: “Un altro?”, “Ma come fate?”, “Vi fermate qui, vero?”. La famiglia recentemente li ha raccolti ironicamente in un reel.

Battute a volte simpatiche e a volte meno, ma che allo stesso tempo raccontano un paradosso. Da anni discutiamo di denatalità, di culle vuote e della necessità di sostenere le famiglie. Ma quando qualcuno di figli ne fa quattro, cinque, sei o addirittura otto, la reazione passa velocemente dalla preoccupazione per le poche nascite allo stupore, allo scherzo e, non di rado, al giudizio.
Come se esistesse un numero “giusto” di figli: abbastanza per non contribuire alla denatalità, ma non così tanti da uscire dalla norma.

I giovani vogliono avere figli

Ma il desiderio di diventare genitori non è scomparso. Secondo l’Istat, tra i giovani di 18-24 anni che non pensano di avere un figlio nei prossimi tre anni, l’81,8% dichiara comunque di volerne uno in futuro. Mentre tra gli adolescenti dagli 11 ai 19 anni, il 69,4% dice di desiderare figli e, tra questi, quasi uno su cinque ne immagina tre o più.

Quello che è certo è che tra il desiderio e la realtà si apre una distanza enorme. Nel 2025 in Italia sono nati circa 355mila bambini e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, nuovo minimo storico e ben sotto il tasso di sostituzione naturale, cioè quello che consente a una popolazione di rimanere stabile nel tempo senza immigrazione, pari a 2,1 figli per donna.

Dietro questo dato ci sono problemi economici, precarietà lavorativa, difficoltà abitative, costo dei servizi per l’infanzia, carichi familiari ancora distribuiti in modo diseguale e una lunga serie di ostacoli che spesso portano a rimandare la nascita del primo figlio e, di conseguenza, rendono più difficile averne un secondo o un terzo. Parte dei commenti non a caso segue il filone “Il portafoglio di questa famiglia deve essere più sazio di quello di Musk”.

Ma c’è anche una dimensione culturale che emerge da ciò che scrivono i ‘leoni da tastiera’: “Avete abbastanza spazio”? “Perché ne avete voluti così tanti”? “Siete sicuri di riuscire a seguirli tutti?”

Avere molti figli oggi sembra una scelta fuori standard

Insomma, avere molti figli oggi appare come una scelta fuori standard. E in effetti lo è. Eppure, solo poche generazioni fa famiglie con quattro, cinque o più figli erano molto meno sorprendenti. La denatalità, quindi, ha cambiato i numeri e il nostro immaginario di ciò che consideriamo una famiglia ‘normale’. E più le famiglie numerose diventano rare, più finiscono per apparire eccezionali e più l’idea di averne una rischia di apparire lontana, difficile o perfino estrema: il terzo figlio può già sembrare una scelta particolare, mentre averne molti diventa qualcosa da giustificare.

O da apprezzare. Come commenta ad esempio Meis399: “Facciamo una colletta per comprare una TV? Scherzi a parte, ragazzi siete degli eroi rivoluzionari! In un mondo pieno di messaggi negativi, di gente che pensa che sposarsi e procreare sia una perdita di tempo o peggio che sia qualcosa di brutto, voi portate speranza. Ricordiamoci che la natalità sta calando, le persone inseguono la carriera, ovvero sono contenti di ingrassare i soldi di altri per sentirsi dire un bravo di compensazione all’aumento… Complimenti”.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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