PISTOIA – Dal 2012 al 2025 le imprese del commercio al dettaglio a Pistoia sono calate di 264 unità: erano 964 (2012), sono scese a 798 (2019) e sono adesso 700 (2025). L’emorragia più marcata è nel centro storico della città, dove si è passati da 519 aziende (2012) alle attuali 344 (2025). Nello stesso periodo alberghi, bar e ristoranti sono invece riusciti a crescere e poi, sostanzialmente, a stabilizzarsi: da 390 (2012) a 452 (2019), fino al numero di 423 (2025).
Pistoia, cala il numero delle imprese: l’allarme di Confcommercio
Confcommercio Pistoia e Prato ha fatto presente come dal 2012 ad oggi il tessuto economico pistoiese abbia 264 imprese in meno, avanzando una serie di proposte
È la fotografia puntuale scattata dall’Osservatorio Città e Demografia d’Impresa di Confcommercio, che tratteggia un quadro di sofferenza diffusa a livello nazionale, dal quale Pistoia non può dirsi indenne. Lo studio è strettamente collegato al progetto “Cities” di Confcommercio, calibrato per governare il futuro socio-economico delle città.
Guardando alle imprese del commercio al dettaglio nel Centro storico, nel 2012 erano 519; nel 2019 sono diventate 417 e nel 2025 sono 344. Fuori dal Centro erano 445 (2012), poi 381 (2019) e attualmente 356 (2025). Riguardo alle aziende dedicate all’accoglienza – alberghi, bar e ristoranti – nel Centro storico erano 216 (2012), poi 258 (2019) e 251 (2025). Extra Centro, invece, sono stati 174 (2012), 194 (2019) e oggi 172 (2025).
“I numeri inquadrati dal report Confederale – osserva il presidente Gianluca Spampani – determinano una situazione di evidente preoccupazione in relazione alla desertificazione commerciale in corso, specialmente nel Centro storico. Una dinamica di cui siamo tutti a conoscenza, ma che viene adesso confermata nella sua gravità. Accanto a questo, le aziende legate al segmento dell’accoglienza viaggiano invece in controtendenza, crescendo per un periodo e stabilizzandosi successivamente. È una cornice che inquadra perfettamente i cambiamenti in corso a livello sociale: la sfida, vitale per il futuro della nostra città, è riuscire a governarli”.
“Crediamo che il primo passo – è il commento del direttore Tiziano Tempestini – sia quello di puntare davvero sul Commercio di prossimità, facendo al contempo in modo che le politiche di sviluppo economico siano sempre più integrate con l’urbanistica. In tutto questo le azioni legate all’incremento dell’attrattività turistica del territorio, da legare in parallelo ad incentivi reali per le nuove aperture, giocano un ruolo dirimente. Solo così possiamo iniziare ad invertire la rotta”.
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