“Strumenti di Pace”, Giovanni Capecchi si rivolge ai sindaci italiani per opporsi alle guerre

L'ordine del giorno: "Cura non bombe. Difendiamo le persone, le città e il pianeta. Smettiamo di fare le guerre"

PISTOIA – Ieri sera si è tenuto un incontro fortemente voluto dall’amministrazione Capecchi, “Strumenti di Pace“. Il sindaco di Pistoia ha presentato un ordine del giorno dal titolo “Cura non bombe. Difendiamo le persone, le città e il pianeta. Smettiamo di fare le guerre”, rimarcando pubblicamente il suo interesse per questioni che non si limitano alle mura cittadine. Con lui anche Flavio Lotti, Direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.

L’incontro ha riguardato principalmente il tema del riarmo. Negli ultimi giorni è stata approvata una manovra che porterà lo stato a investire oltre 14 miliardi di euro in spese militari. A detta del sindaco Capecchi questi soldi vengono tolti alle città e ai loro bisogni, ai servizi che dovrebbero essere garantiti ai cittadini, motivo per cui ha deciso di rivolgersi personalmente ai sindaci e ai consigli comunali di tutta Italia per prendere una posizione netta. È il primo sindaco in assoluto a fare un passo di questo genere.

Giovanni Capecchi: “I ragazzi vogliono meno bombe e più cultura”

“Da Pistoia lanciamo questo documento per la pace, un’iniziativa che punta ad abbracciare tanti altri comuni sotto il segno dei diritti civili, sociali e della cura – dichiara il Sindaco Giovanni Capecchi -. Costruire una città di pace richiede tempo, costanza e una responsabilità condivisa. La pace incide direttamente sulla qualità della nostra vita e sulle nostre comunità, sul futuro delle giovani generazioni. In questi giorni anche a Pistoia ci sono state manifestazioni. Sono andato tra di loro per ascoltare le ragazze e i ragazzi, ho letto e sentito chiaramente gli appelli: chiedono meno bombe e più cultura, più libri, più tutela del loro futuro. Chiedono, prima di tutto, di essere ascoltati. Promuovere la pace significa difendere i servizi essenziali, la sanità pubblica, l’istruzione, la cultura e la formazione: settori che rischiano di subire tagli drastici di fronte all’aumento delle spese militari. Con questo ordine del giorno, che presentiamo per primi in Italia, chiediamo alle istituzioni nazionali di invertire la rotta, rimettendo al centro la cura delle persone e del pianeta”.

© Riproduzione riservata

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