PISTOIA – Ultima presentazione in casa Lumos Pistoia Basket 2000 con l’acquisto arrivato a fil di sirena. Stiamo parlando ovviamente di Ariel Filloy, alla sua “third coming” in biancorosso dopo una pre-season da aggregato. A presentare l’italo argentino è stato il direttore sportivo Di Nino.
“Per Ariel è una terza volta a Pistoia, ma anche la terza che noi due incrociamo le nostre strade – così il diesse biancorosso. Ha alle spalle una carriera di alto livello e ha deciso di legarsi a noi per aiutarci a conseguire il risultato migliore possibile. Ariel è un giocatore ma soprattutto una persona di altissimo valore morale che, come abbiamo visto ieri sera alla presentazione della squadra, gode della stima e dell’affetto dei tifosi e di tutti gli addetti ai lavori. Siamo quindi estremamente felici di aver potuto sfruttare questa occasione di accoglierlo in squadra.
Perché il suo tesseramento è arrivato solo ora? Inizialmente la motivazione era legata al regolamento sui giocatori da inserire a referto. Quindi non c’è stato nessun cambio d’idea riguardo Ariel: su di lui non avevamo il minimo dubbio. Pur non avendo avuto problemi di infortuni come capitato ad altre squadre, abbiamo deciso di essere pronti per ogni evenienza: la cosa più naturale è stata guardare ad un profilo che conoscevamo bene, di altissimo livello e che era già inserito nel nostro contesto. Quando Federico Stoch tornerà ad allenarsi con la squadra nei tempi prestabiliti contiamo che ci sarà quella sana competizione per il posto in squadra”.
La palla è poi passata al protagonista di giornata, il quale non ha nascosto l’emozione di tornare a vestire la canotta biancorossa e di giocare nella città dove vive stabilmente ormai da tempo. Ma anche per quanto concerne il lato sportivo, i tanti anni sul parquet non hanno affievolito l’amore per la pallacanestro.
“Voglio ringraziare la società, il presidente e il coach per la fiducia e per avermi voluto qui – le prime parole di Filloy. Voglio portare il mio mattoncino e fare una bella stagione vincendo più partite possibili e facendo divertire i nostri tifosi. Non mi sento in una fase particolare della mia carriera: sono sempre un giocatore di basket che si sente bene fisicamente e pensa di poter aiutare la squadra, pur facendo cose diverse rispetto a prima. Poi tutti sanno che io e la mia famiglia abitiamo qui a Pistoia da diversi anni: questa città per me è casa, non sono nato qui però mi sento parte di questa comunità. Per me è bello ancora oggi vivere la squadra e lo spogliatoio: sono cose che, quando il basket finisce, non ritrovi più da nessuna parte. I giocatori più giovani? Lo sono tutti rispetto a me: vanno più veloci, saltano più in alto ma per me continua ad essere una sfida trovare una strada per restare al passo. In poche parole non si finisce mai di imparare”.


