Sindaca Funaro: “Basta commenti sessisti social. Ora denuncio. Il ricavato per assistenza legale alle donne”

“Adesso basta. Basta con la violenza sui social. Basta con commenti sessisti. Quando si supera il limite non è più critica. Ho deciso di denunciare. Non per me. Ma come segnale verso tutte le altre donne. Ogni risorsa che arriverà da queste denunce la destinerò a un fondo per fare in modo che tutte le donne possano avere assistenza legale. Il mio obiettivo è coinvolgere le associazioni del territorio e l’ordine degli avvocati. Contemporaneamente intendo inviare una lettera alle sindache e anche ai sindaci per essere uniti e fare altrettanto”.

 

(Foto sito web Comune di Firenze)

Sara Funaro, sindaca di Firenze, ha annunciato oggi venerdì 9 ottobre le prime azioni legali presentate a titolo personale rispetto ad offese e attacchi sessisti ricevuti sui social. Destinando ogni eventuale risarcimento a un fondo che sia un aiuto concreto per le donne che non hanno le risorse economiche per difendersi e denunciare.

Obiettivo “arrivare alla realizzazione di uno sportello di assistenza legale gratuita attraverso una rete di collaborazione tra istituzioni, associazioni e professionisti”.

Sindaca Sara Funaro: “Ho scelto di denunciare perché c’è un limite che non può essere superato. Se siamo noi, donne e uomini, amministratori e rappresentanti di istituzioni e politica, i primi a denunciare e a dare un segnale chiaro, forse qualcosa può davvero cambiare.

Si possono contestare le mie scelte, criticare le mie decisioni, anche duramente: il dissenso fa parte della vita pubblica. Qui, però, non siamo di fronte a critiche politiche, ma ad attacchi che colpiscono una donna in quanto tale, il suo corpo, il suo aspetto fisico e la sua dignità. Non possiamo considerare tutto questo normale soltanto perché accade sui social”.

Sara Funaro, Pd, prima sindaca di Firenze, eletta alle amministrative 2026, nel 2026 è prima nella classifica Governance Poll dei sindaci più amati in Italia stilata da Il Solde 24 Ore.

La sindaca di Firenze intende costruire una rete che coinvolga il maggior numero possibile di amministratrici e amministratori, rappresentanti delle istituzioni e della politica per estendere l’iniziativa anche ad altri territori. “Lo faremo in collaborazione con le associazioni del territorio, a partire da Artemisia e dalle altre realtà che si occupano di questi temi. Coinvolgeremo anche l’Ordine degli avvocati. A breve manderò una lettera a tutte le rappresentanti e ai rappresentanti istituzionali toscani per chiedere loro di aderire e fare la stessa cosa, in modo che questo fondo possa allargarsi sempre di più. Ho già sentito anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, che in ANCI ha la delega alle Pari opportunità, per chiederle di estendere questa iniziativa a tutti i rappresentanti istituzionali a livello nazionale, indipendentemente dallo schieramento”.

Poi Sara Funaro: “Io ho gli strumenti per difendermi e ho deciso di farlo. Ma so che tante donne, davanti agli stessi attacchi, possono sentirsi sole o rinunciare a denunciare perché non hanno le risorse per affrontare un percorso legale. Chi rappresenta le istituzioni ha una responsabilità in più: utilizzare gli strumenti che ha per aprire una strada anche agli altri. Vorrei che da qualcosa di profondamente negativo possa nascere un aiuto concreto per altre donne. Più denunciamo e più possiamo fare in modo che quest’ondata di odio venga fermata”.

Nell’agosto 2025, ricorda Funaro, la sindaca si rivolse alla Polizia postale dopo aver scoperto che alcune sue fotografie, riprese da eventi pubblici durante la campagna elettorale, erano state pubblicate senza il suo consenso su un forum, accompagnate da commenti volgari e sessisti.

Sara Funaro ha rilanciato anche il tema dell’identificazione digitale degli utenti dei social, per contrastare l’anonimato online e rendere possibile l’accertamento delle responsabilità in caso di comportamenti illeciti.

“Voglio inoltre rilanciare e chiedere a tutti i rappresentanti istituzionali di sostenere la proposta di legge sull’identità digitale presentata alla Camera nel febbraio 2025 dal deputato Piero De Luca, che va nella stessa direzione dell’iniziativa avanzata in precedenza dal premier spagnolo Pedro Sánchez”.

“Chiunque voglia aderire, anche se non ha ricevuto commenti sessisti ma offensivi di altro tipo, è il benvenuto. Questa non è una battaglia che divide donne e uomini: deve essere un’iniziativa in cui uomini e donne si uniscono contro la violenza, contro l’odio e contro il sessismo”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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