FIRENZE – La Toscana si conferma tra le regioni italiane maggiormente colpite dai fenomeni meteorologici estremi lungo la fascia costiera, con ben 88 eventi registrati tra il 2010 e il 2026 e una netta accelerazione che ha visto raddoppiare i casi negli ultimi tre anni. A scattare la fotografia è il Rapporto Spiagge 2026, lo studio curato da Legambiente in collaborazione con l’Osservatorio Città Clima.
I dati posizionano il territorio toscano nella parte alta della classifica nazionale per impatto del cambiamento climatico sulle coste, a pari merito con la Campania (88 eventi) e subito dietro a realtà come Sicilia – in vetta con 232 episodi –, Puglia (136), Calabria (104) e Liguria (99). Su scala comunale, la graduatoria dei centri più colpiti dal 2010 a oggi vede in testa Genova con 50 eventi, seguita da Bari a quota 44 e Palermo a 38, sulla quale ha pesato in modo significativo anche il recente ciclone Harry che nel gennaio di quest’anno ha flagellato la fascia ionica della Sicilia.
Oltre ai blitz del maltempo, il dossier analizza la piaga dell’erosione costiera. Secondo le rilevazioni effettuate da Ispra tra il 2006 e il 2020, su un totale di 289 chilometri di costa continentale toscana ben 40 chilometri (pari al 13,8%) risultano soggetti a fenomeni erosivi.
Un altro nodo critico riguarda le foci dei corsi d’acqua e la qualità delle spiagge accessibili gratuitamente. In Toscana permangono 8,6 chilometri di tratti di costa bassa in corrispondenza dei recapiti di fiumi, torrenti e fossi dove la balneazione è vietata per motivi di inquinamento. Legambiente evidenzia come, in molti contesti orientati alle concessioni balneari, i tratti di spiaggia libera finiscano per essere relegati proprio nelle porzioni di costa meno pregiate o prossime agli scarichi. Un’abitudine a discapito della collettività, pur con le dovute eccezioni virtuose citate dal report, come accade a Lido di Camaiore, dove le spiagge libere si trovano in aree costantemente monitorate e perfettamente balneabili.
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