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Pediatri di libera scelta nelle case di comunità per fare prevenzione ed educazione sanitaria

FIRENZE – I pediatri di libera scelta, quattrocento professionisti in tutta la regione, entrano nelle case di comunità per fare prevenzione ed educazione sanitaria alle famiglie.

Un’attività importante, che si affianca alle attività di assistenza nei propri studi. Lo prevede il nuovo accordo integrativo regionale per la pediatria che la Regione Toscana ha definito dopo che lo scorso 18 marzo la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i pediatri di libera scelta.

“Con questo accordo – evidenzia il presidente Giani – rafforziamo l’assistenza sul territorio, attenti alla qualità dei servizi offerti, l’integrazione e la prevenzione, con l’obiettivo di garantire un servizio sanitario più efficiente, equo e vicino ai bisogni delle famiglie”. “Si tratta di un accordo molto avanzato – conclude – e sono molto orgoglioso”.

Con l’intesa crescono alcuni obblighi delle aggregazioni funzionali territoriali tra pediatri, nate l’anno scorso: nei loro bilanci di salute, oltre a monitorare l’attività di controllo sull’eccesso di peso e i disturbi nella nutrizione degli adolescenti, si occuperanno anche della prevenzione dell’abuso nell’utilizzo di apparecchi elettronici e digitali.

Diventa obbligatorio anche effettuare la vaccinazione all’interno degli ambulatori e partecipare alle campagne vaccinali. I pediatri già stanno dando un contributo fondamentale, ma con l’obbligo i numeri dovrebbero ulteriormente crescere. Infine saranno ampliati i test sulle malattie virali. “Si tratta di una misura molto importante – commenta l’assessora Monia Monni -. Attraverso un semplice test si può ridurre l’ansia di noi mamme ed evitare accessi impropri ai pronto soccorso”. “Il rapporto con i pediatri – spiega – è un rapporto sempre più stretto e fondamentale per la Regione”.

Tra le finalità generali dell’accorso c’è il rafforzamento della presa in carico dei pazienti toscani più piccoli, il miglioramento di appropriatezza e continuità assistenziale, oltre allo sviluppo di azioni sul fronte della prevenzione e della promozione della salute. Sarà rafforzata anche la possibilità di un contatto telefonico e uniformate le modalità organizzative sul territorio regionale. Per i pediatri non inseriti in forme associative sono previste ulteriori modalità di contatto.

L’intesa prevede anche che una parte del trattamento economico dei pediatri sia correlato al raggiungimento di determinati obiettivi di salute, ovvero controlli per specifiche problematiche su una percentuale definita e per classi di età.

“Conoscere lo stato di salute della popolazione molto giovane, delle bambine e bambini e degli adolescenti, ci aiuterà a tarare le misure da mettere in campo in futuro per garantire una migliore presa in carico dei problemi – conclude Monni -. Lavoreremo dunque affinché questi dati sui test virali e i bilanci di salute entrino nel database della Regione”.

Soddisfatto Paolo Biasci, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri. “Questo accordo rafforza l’assistenza pediatrica a bambini e adolescenti sul territorio e quindi un’assistenza di prossimità che valorizza i nostri studi. Ovviamente faremo anche attività di educazione sanitaria e di prevenzione anche nelle Case di comunità”.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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