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Livorno commemora le 140 vittime del Moby Prince, Mattarella: “Tragedia che doveva essere evitata”. Giani: “La verità venga fuori”

LIVORNO – Livorno, sindaco Luca Salvetti, commemora le 140 vittime che il 10 aprile 1991 persero la vita a bordo del traghetto Moby Prince diretto a Olbia.

Con il sindaco Luca Salvetti, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il deputato Pietro Pittalis, presidente terza commissione parlamentare d’inchiesta.

“Tragedia che poteva e doveva essere evitata”, le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un solo superstite, Alessio Bertrand, componente dell’equipaggio guidato dal comandante Ugo Chessa, con la moglie Maria Giulia Ghezzani tra le vittime del Moby Prince in fiamme, entrato in collisione con Agip Abruzzo.

Tre commissioni parlamentari d’inchiesta al lavoro per ricostruire una verità storica.

Perché 35 anni dopo non ci sono ancora verità e giustizia per le vittime della strage del Moby Prince.

Eugenio Giani, presidente Regione Toscana, in Consiglio Comunale a Livorno presieduto da Pietro Caruso nel pomeriggio di venerdì 10 aprile: “Intervento rivolto altrove, non a salvare 140 vite umane. In questa vicenda sento che ci sia qualcosa di decisivo non venuto fuori. La verità deve venire fuori. E noi saremo qui finché non sarà venuta fuori”.

In prima linea i familiari delle vittime del Moby Prince per chiedere verità e giustizia, oggi con Luchino Chessa e Nicola Rosetti, dopo la scomparsa di Angelo Chessa e Loris Rispoli, che daranno vita a un’unica associazione.

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica: “Ricorrono 35 anni dalla tragedia che coinvolse il traghetto Moby Prince. La Repubblica si stringe ai familiari di quanti persero la vita, alla città di Livorno che mai potrà dimenticare il dramma vissuto, ai tanti che nel tempo si sono adoperati per ricostruire fatti e responsabilità, riuscendo a chiarire aspetti a lungo oscuri, anche se purtroppo permangono interrogativi che non hanno ricevuto esaustive risposte.

Centoquaranta morti l’insopportabile prezzo dell’incidente più grave della nostra navigazione civile. Tragedia che poteva e doveva essere evitata e a cui fecero seguito, peraltro, disorganizzazione e ritardi nella gestione dei soccorsi”.

Poi Mattarella: “Dal ricordo e dalla memoria che facciamo oggi deve rinnovarsi l’impegno perché simili eventi non possano ripetersi in futuro, alzando l’attenzione sulle norme di prevenzione e sugli standard di sicurezza in mare. Un impegno delle istituzioni e dell’intera comunità”.

Tre commissioni parlamentari d’inchiesta si sono avvicendate per risalire alla verità. La prima presieduta da Silvio Lai, la seconda presieduta da Andrea Romano ha dato il testimone all’attuale commissione presieduta da Pietro Pittalis. Ricostruendo come “ipotesi più probabile” che Moby Prince sia entrata in collisione con Agip Abruzzo per evitare una possibile terza nave.

I familiari delle vittime daranno vita a un’unica associazione.

Come hanno annunciato Rosetti e Chessa venerdì 10 aprile, nel corso della cerimonia di deposizione di una corona al monumento in ricordo delle vittime del Moby Prince in Fortezza Nuova a Livorno.

“Noi dobbiamo continuare a lottare tutti insieme sapendo che siamo a un miglio dalla fine di questa storia. Abbiamo pensato di mettere in campo questo nuovo soggetto che presenteremo in sala consiliare nel comune di Livorno per dare forza e spinta a quel miglio che manca“.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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