FIRENZE – Ha percorso circa 2400 chilometri ferroviari, attraversando, con i suoi 13 vagoni, quattro Paesi dell’Europa in oltre 40 ore di viaggio. È il Treno della Memoria 2026 che dal 23 al 27 marzo scorsi ha portato 413 ragazze e ragazzi di 46 scuole toscane, con oltre 50 insegnanti, a visitare i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, affinché potessero vedere con i loro occhi che cosa fu l’orrore delle deportazioni nazifasciste.
Promosso e finanziato dalla Regione Toscana, attraverso il Fondo Sociale Europeo Fse+, nell’ambito del programma regionale GiovaniSì per l’autonomia dei giovani, organizzato da Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana, la dodicesima edizione del viaggio, che si è concluso nella tarda serata di venerdì 27 marzo, è iniziata dal binario 16 di Santa Maria Novella a Firenze, proprio quello da cui il 9 novembre del 1943 partì per Auschwitz il primo treno di deportati ebrei toscani.
“Ripercorrere in maniera simbolica il viaggio che fu quello dei deportati dalla furia nazifascista e visitare i luoghi in cui si è consumato quell’orrore che ha portato l’umanità a toccare il suo punto più basso è un’esperienza che ti segna – afferma il presidente della Regione Eugenio Giani – Sono certo che i ragazzi che sono partiti solo pochi giorni fa con il Treno della Memoria siano tornati diversi, più consapevoli di ciò che può accadere quando si sceglie, deliberatamente, la disumanità e quanto sia necessario attraverso le nostre scelte vigilare e soprattutto agire affinché ciò non accada più. A questi ragazzi è affidato adesso il compito di essere ambasciatori di Memoria e portare ai loro compagni di scuola, alle loro famiglie e a tutta la società toscana un messaggio di pace: un compito ancor più importante in una fase storica come quella di oggi in cui c’è bisogno di ribadire il valore del rispetto dell’altro”.
A bordo del Treno della Memoria anche una quarantina di universitarie e universitari delle Università di Firenze, Pisa, Siena e dell’Università per stranieri di Siena, oltre ai rappresentanti delle comunità deportate e delle associazioni antifasciste: comunità ebraica (Firenze, Livorno, Pisa), comunità rom e sinti, Aned (Firenze, Pisa, Prato), Anei, Anfim, Anpi (Grosseto e Siena), Anppia, Federazione regionale toscana delle associazioni antifasciste e della Resistenza Aps, Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Prevista la presenza del Tavolo regionale Lgbtqia+. Presenti anche i volontari di Anpas. Per il Consiglio regionale presente il consigliere Luca Rossi Romanelli e per la Giunta l’assessora con delega all’istruzione e alla Memoria Alessandra Nardini. In totale, studentesse e studenti compresi, erano sul convoglio oltre 550 persone tutte unite dall’intento di portare un messaggio di pace e fratellanza. All’arrivo in Polonia, al viaggio si sono unite anche Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute a Birkenau, che hanno raccontato alle e ai giovani quegli interminabili mesi trascorsi, all’età di 4 e 6 anni, nel campo di sterminio.
“Le sorelle Bucci sono state davvero generose, perché non si sono mai sottratte alle richieste delle studentesse e degli studenti che volevano conoscere i dettagli della loro storia ed hanno mandato loro un messaggio forte e chiaro di pace – sottolinea l’assessora all’istruzione e cultura della Memoria Alessandra Nardini, che ha preso parte al viaggio –. Avere il privilegio di essere accompagnati in quei luoghi da chi quel dolore l’ha vissuto e in quei campi è stata deportata, come loro, ha rappresentato sicuramente un enorme valore aggiunto in questa esperienza. E le ragazze e i ragazzi lo hanno colto perché la loro partecipazione emotiva è stata intensa: sono sempre stati attenti e interessati, senza mai mostrare stanchezza, e hanno fatto tante domande, sia durante i laboratori in treno che dopo l’incontro con le Bucci, durante il quale c’erano un silenzio incredibile e tanti occhi lucidi”.
“Sono certa che per loro sia stata un’esperienza importante – aggiunge l’assessora –, nella quale abbiamo voluto parlare di tutte le deportazioni e lo abbiamo fatto non solo grazie alle guide nei campi ma anche negli approfondimenti in treno e, non ultimo, col concerto di musica romanì – sul palco l’Alexian Group – che ha voluto simboleggiare la bellezza e la cultura che avremmo perso se il piano criminale nazista fosse arrivato a compimento, con la musica che è diventata uno strumento per far sentire la voce della resistenza di questo popolo e un inno alla pace”.
Non sono mancati durante il viaggio gli spunti di riflessione sul presente. “Sono stati affrontati anche la situazione e lo scenario internazionale attuale – spiega Nardini – stimolando una riflessione su quanto coltivare la Memoria sia importante per realizzare la pace e quanto sia fondamentale il ruolo della scuola nel far crescere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, costruttrici e costruttori di pace. Tutto ciò ci conferma l’importanza di portare avanti progetti di questo tipo, che non sono costi bensì investimenti ed è proprio per questo che, convintamente e orgogliosamente, continuiamo a investire sulla Memoria, anche grazie agli Istituti Storici, presidi fondamentali di storia, cultura e antifascismo”.
“È una grossa soddisfazione per il Museo della Deportazione che rappresento aver contribuito a organizzare nuovamente una manifestazione così interessante e così bella – aggiunge Massimo Chiarugi, presidente della Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana – . Il treno della Memoria 2026 ha visto una grande partecipazione di ragazzi e ragazze, che hanno dimostrato di fare qualcosa di importante, con grande coinvolgimento e attenzione. La riuscita dell’iniziativa è stata frutto di un lavoro di squadra con la Regione e gli altri soggetti che hanno collaborato, insieme all’apporto del nostro staff in particolare nell’organizzazione dei laboratori di approfondimento sul treno. Continueremo il nostro percorso con altri progetti che mettono insieme giovani e Memoria, come il viaggio ad Ebensee che abbiamo già in programma per maggio”.
Le impressioni degli studenti
Quasi 20 i chilometri e oltre 27mila i passi percorsi a piedi dalle studentesse e dagli studenti del Treno della Memoria nel campo di sterminio di Birkenau e nel campo e museo di Auschwitz. Ma i numeri riescono poco a rendere l’idea di ciò che il viaggio ha lasciato nella mente e nel cuore dei giovani e delle giovani partecipanti.
“Sarò per sempre grato di essere riuscito a fare questa esperienza – spiega Matteo Sacchi, studente del liceo Copernico di Prato –. Porterò questa testimonianza sempre nel cuore. In me cambierà la consapevolezza con cui guarderò non solo la storia ma anche il presente e ciò che mi circonda. Come hanno detto le sorelle Bucci, non bisogna accettare l’altro ma bisogna vivere con l’altro e vedere l’altro: questo insegnamento lo terrò per sempre con me”. “È sicuramente un’esperienza che ti cambia come persona – concorda Adele Giovannoni, studentessa dell’istituto Cellini-Tornabuoni di Firenze –. Da questo viaggio ci porteremo via un modo diverso di vedere le situazioni rispetto a come le vedevamo prima. Sarà un nuovo inizio per come si vive la propria vita”. “Le emozioni sono state fortissime – racconta Marco Tavoletti, studente dell’Iti Manetti-Porciatti di Grosseto –. Vedere con i miei occhi il campo, conoscere chi ci ha vissuto sono stati un insegnamento di vita molto forte che mi porterò dietro per tutta la vita. Cambierò il mio modo di vedere le cose”. “L’obiettivo sarà parlarne con la famiglia, con i compagni, insomma cercare di divulgare sempre di più queste storie” è il proposito di Diana Petrisor, alunna dell’istituto Tullio Buzzi di Prato.
Il treno è tornato ma il viaggio non è ancora finito infatti: il progetto Tracce di Memoria 2026, promosso e finanziato dalla Regione con fondi europei Fse+, di cui il treno fa parte, proseguirà fino a dicembre, con momenti dedicati alla restituzione e alla diffusione nelle scuole, con l’aiuto delle studentesse e degli studenti “sentinelle di Memoria”, di quanto appreso durante il viaggio.
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