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SERRAVALLE PISTOIESE – “Si tratta a nostro avviso di una scelta di notevole impatto, che avrà inevitabili e significative conseguenze sulla viabilità dell’intera zona. La previsione di un intenso traffico di mezzi pesanti, affiancato da un elevato numero di mezzi leggeri distribuiti lungo tutto l’arco della giornata, rischia di aggravare in modo critico una situazione già oggi complessa”. I consiglieri comunali PD Caterina Benini, Sandro Cioni, Silvano Barbasso e Francesco Romagnoli hanno così commentato la prossima realizzazione del nuovo polo logistico che sorgerà nell’area di via del Redolone: dopo il protocollo d’intesa raggiunto con Kryalos, i lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi e concludersi entro il 2027.
L’intervento in questione si estende complessivamente su circa 72mila metri quadri e prevede “la realizzazione di un immobile a destinazione d’uso produttivo-logistica, con superficie massima edificabile di 28mila metri quadri e che l’intervento è finalizzato ad accogliere attività nei settori della produzione e della logistica, con una stima occupazionale di circa 100 addetti”. Il documento prevede la cessione al Comune di di un parcheggio pubblico di almeno 2700 metri quadri e una nuova area verde su suolo comunale, compresa la manutenzione pluriennale delle aree verdi per un periodo di dieci anni, oltre “alla realizzazione di un impianto fotovoltaico che produrrà 1 MW di energia, ovvero il 50% del fabbisogno del polo logistico”.
Il sindaco Piero Lunardi aveva posto l’accento nei giorni scorsi sull’impatto positivo dell’operazione sul territorio in termini di nuovi posti di lavoro, considerando che la società prevede un centinaio di assunzioni per il nuovo polo. Sfumata ormai definitivamente l’ipotesi Fendi, a Ponte Stella è comunque in arrivo un gruppo internazionale. E dopo un primo intervento contrario di Serravalle Civica, è arrivato il parere contrari del centrosinistra che ha puntato il dito contro il mancato coinvolgimento dei residenti, da parte della giunta regionale. “Una decisione di tale portata ricade direttamente sui cittadini residenti della zona – hanno chiosato i consiglieri PD – che si trovano a subire una scelta non condivisa e calata dall’alto, per di più insistente su una strada che in passato ha già dimostrato tutta la propria pericolosità. Particolarmente grave è anche il metodo adottato: il consiglio comunale non è stato minimamente coinvolto nel percorso decisionale, venendo di fatto escluso al pari dei residenti, nonostante il suo ruolo centrale di indirizzo e controllo.


