SERRAVALLE PISTOIESE – Si è tenuto nelle scorse ore a Casalguidi il convegno dal titolo “Inquinanti eterni – PFAS”, organizzato da Alleanza Beni Comuni, Attiva e Serravalle Civica. Oggetto di discussione, le sostanze denominate per l’appunto “PFAS” che sarebbero presenti anche a Serravalle. “Siamo di fronte a sostanze persistenti, capaci di accumularsi nell’ambiente e negli organismi, con effetti che la comunità scientifica sta progressivamente approfondendo. Ritengo fondamentale sottolineare la necessità di un costante approfondimento scientifico – ha commentato il capogruppo di Attiva, Federico Gorbi – solo attraverso un percorso di conoscenza rigoroso e trasparente è possibile comprendere le implicazioni sanitarie e ambientali e orientare in modo consapevole le scelte pubbliche. La tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dei territori non possono prescindere da un quadro legislativo chiaro. È inoltre fondamentale che le istituzioni, a tutti i livelli, possano dialogare in modo costruttivo con il mondo scientifico”.
“Alcuni mesi fa, diversi comitati e associazioni toscane, coordinati dalla Rete Zero Pfas Toscana, a proprie spese hanno commissionato ad un laboratorio accreditato una serie di analisi su prelievi idrici effettuati in varie zone del territorio regionale – ha aggiunto Elena Bardelli, referente di Serravalle Civica – Serravalle Civica ha partecipato all’iniziativa finanziando le analisi delle acque del fosso del Cassero e del fosso di Castelnuovo, entrambi affluenti dello Stella. Gli esiti delle analisi hanno rivelato una significativa presenza di PFAS: 2118, 2 ng/L: i PFAS sono sostanze sintetiche, ossia prodotte dall’uomo, alcune delle quali ritenute a livello internazionale cancerogene o potenzialmente cancerogene”.
Il vice-sindaco Alessio Gargini ha infine rivendicato l’interesse della giunta nella tutela della salute della cittadinanza e dell’ambiente, ricordando i due principali interventi relativi alla bonifica del territorio. “Il primo intervento riguarda il piano di caratterizzazione inerente alle acque della discarica a causa della presenza di manganese: finita questa fase, partirà quella di bonifica – ha concluso – il secondo riguarda la falda di via del Redolone: si parla di cloruro di Vinile, ma l’azienda sta finendo la bonifica. Eccezion fatta per questi parametri, il resto è risultato in regola con gli standard, dai dati in nostro possesso – ha detto – siamo in attesa dei dati relativi all’indagine sui tumori, frutto di un accordo tra Asl, Arpat ed il Comune, che si è conclusa lo scorso 31 dicembre. Per quanto riguarda la questione PFAS, cerchiamo da tempo un confronto diretto con Arpat in un quadro di collaborazione istituzionale”. ”


