SAN MARCELLO PISTOIESE – “il silenzio delle istituzioni non è più tollerabile2. Torna ad alzarsi forte e decisa la voce dei comitati a difesa della sanità della Montagna Pistoiese. A rompere una tregua apparente sono i rappresentanti dell’associazione Zeno Colò e del Crest (Emiliano Bracali, Flavio Ceccarelli, Alessandro Di Rocco e Simone Ferrari) che, attraverso una nota ufficiale, denunciano lo stato di totale immobilismo in cui è piombata la vicenda del presidio ospedaliero montano.
A far traboccare il vaso è il conteggio dei giorni trascorsi dalle ultime promesse rimaste sulla carta. Sono passati 55 giorni dalla fine del presidio civico Dal Pacini non si scende!, che in poco più di una settimana aveva raccolto oltre 4100 firme, e più di 40 giorni dalla richiesta urgente di un incontro inviata direttamente al governatore Eugenio Giani e all’assessora Monni, rimasta a oggi senza una risposta di cortesia. Non solo: gli attivisti ricordano come siano ormai passati oltre 130 giorni dall’annuncio della riapertura del servizio di radiologia, promessa “al massimo entro metà marzo” e ancora ferma al palo nonostante l’installazione delle porte avvenuta due settimane fa. Sebbene la Consulta socio-sanitaria sia stata finalmente fissata per il 29 luglio, i comitati sottolineano come i veri nodi politici e gestionali rimangano del tutto irrisolti.
Nel mirino dei rappresentanti dei cittadini finisce anche il tanto sbandierato ‘progetto pilota’ per la Montagna Pistoiese, di cui si era appresa l’esistenza ad aprile, proprio nei giorni caldi della mobilitazione. Un piano che veniva annunciato come imminente e da sviluppare in tempi rapidi ma del quale, a distanza di settimane, si sono perse completamente le tracce.
Per i comitati, tuttavia, la vera e unica soluzione non passa da soluzioni temporanee o sperimentali, ma da un obiettivo preciso e non negoziabile: il riconoscimento del Pacini come Ospedale di area disagiata, un titolo già concesso ad altre strutture toscane che operano in territori svantaggiati. Una battaglia che, ricordano gli attivisti, era stata condivisa pubblicamente anche dai sindaci Marmo e Bacci durante la grande fiaccolata dell’agosto 2025. “Non chiediamo favori, ma risposte e rispetto per una comunità che da anni attende spiegazioni – concludono i promotori della protesta – Fino a quando queste risposte non arriveranno, noi continueremo a contare i giorni. E a renderli pubblici. Dal Pacini non si scende“.


