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venerdì 9 Gennaio 2026
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Torna la rassegna ‘Le parole di Hurbinek’ dal 18 al 27 gennario: il tema del 2026 è la fuga

Grandi nomi per trasformare la ricorrenza del Giorno della Memoria in riflessione collettiva. Fra gli ospiti Nicola Lagioia e Massimo Cacciari

PISTOIA – Mentre la città si appresta a inaugurare il suo anno da capitale del libro, un altro tassello fondamentale si aggiunge al mosaico culturale pistoiese: la quarta edizione de Le parole di Hurbinek. La rassegna, ideata da Massimo Bucciantini e Marica Setaro, torna dal 18 al 27 gennaio per trasformare la ricorrenza del Giorno della Memoria in un percorso di riflessione collettiva più ampio e profondo, che quest’anno sceglie la fuga come parola chiave attorno a cui interrogare il nostro presente.

Il titolo del festival richiama Hurbinek, il bambino di tre anni descritto da Primo Levi in La tregua, morto ad Auschwitz senza aver mai imparato a parlare se non per un’unica, incomprensibile parola. Oggi quel silenzio diventa un grido che chiede conto dell’indifferenza davanti agli orrori contemporanei. Come sottolineato dai curatori, l’obiettivo è chiamare le cose con il loro nome – disumanizzazione, razzismo, genocidio – per non fuggire dalle responsabilità etiche che il crollo degli equilibri internazionali ci impone.

Il programma, ricco di lezioni civili e spettacoli prodotti dalla Fondazione Teatri di Pistoia, avrà un’importante anteprima il 10 gennaio con Davide Lerner e il suo libro Il sentiero dei dieci, un viaggio nel conflitto tra Israele e Gaza. La rassegna vera e propria entrerà nel vivo il 18 gennaio con Nicola Lagioia, che ripercorrerà 2500 anni di letteratura sulla guerra, dalla Genesi a Simone Weil. Tra i momenti più attesi spicca il ritorno di Toni Servillo il 19 gennaio, che porterà in scena in esclusiva Spinoza di Via del Mercato di Isaac Singer, mentre il 21 gennaio la storica Laura Fontana analizzerà le ambiguità delle fotografie della Shoah.

Il cartellone spazierà tra letteratura, diritto e musica, coinvolgendo nomi come la scrittrice Igiaba Scego, il filosofo Tommaso Greco e la giornalista Paola Caridi, che affronterà il delicatissimo nodo del paragone tra Gaza e Auschwitz. Non mancheranno momenti di spettacolo puro con focus sulla musica errante di Django Reinhardt e sul Rebetiko, fino alla chiusura del 27 gennaio affidata a una lezione civile di Massimo Cacciari sull’impotenza della parola di fronte alla tragedia.

Pistoia sceglie così di non limitarsi alla sola celebrazione rituale, ma di farsi presidio di un universo etico che, oggi più che mai, sembra mostrare pericolose fratture.

© Riproduzione riservata

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