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lunedì 13 Luglio 2026
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No al caporalato, l’Ugl: “Serve un’azione condivisa fra sindacati sostenuta da un intervento istituzionale più incisivo”

Appello all'unita del segretario provinciale Tiziano Fabbri: "Vertenze attuate nei singoli stabilimenti rischiano di portare solo a chiusure"

PISTOIA – “Anche nel territorio pistoiese, purtroppo, si registrano episodi di particolare gravità riconducibili a fenomeni di sfruttamento lavorativo e di caporalato. Si tratta di pratiche che ledono la dignità delle persone, alterano la concorrenza tra le imprese e compromettono i principi di legalità sui quali si fonda il nostro ordinamento”.  Lo afferma Tiziano Fabbri, segretario provinciale di Ugl Pistoia, intervenendo su questa delicata problematica.

“Negli ultimi giorni – prosegue Fabbri – nel nostro territorio stiamo assistendo a iniziative di protesta e a presìdi organizzati davanti ai cancelli di alcune aziende, come nel caso di Agliana, promossi da sindacati di base o associazioni di lavoratori. Pur riconoscendo che il diritto di sciopero rappresenta un valore costituzionalmente garantito, anche per le organizzazioni non firmatarie dei contratti collettivi, riteniamo che tali iniziative, condotte autonomamente e con queste modalità, non siano più sufficienti ad affrontare un fenomeno così complesso e strutturato.”

Secondo Ugl Pistoia, esiste inoltre il rischio che vertenze di questo tipo possano tradursi, nei casi più critici, nella chiusura delle aziende coinvolte e nella conseguente perdita dei posti di lavoro, come già accaduto in passato presso la Iron & Logistic di Montale.

“Specialmente nelle realtà territoriali più piccole – sottolinea Fabbri – la chiusura di un’azienda rappresenta un danno non solo per i lavoratori interessati, ma per l’intera comunità. Per questo riteniamo indispensabile un cambio di passo. Noi proponiamo,quindi, un’azione unitaria tra le organizzazioni sindacali confederali e le istituzioni competenti. È necessario che Cgil, Cisl, Uil e Ugl promuovano un’azione condivisa, sostenuta da un intervento istituzionale più incisivo, coordinato e continuativo“.

Tra le proposte avanzate, vi è la costituzione di un gruppo di lavoro permanente che coinvolga prefettura, Ispettorato nazionale del lavoro, forze dell’ordine, Guardia di finanza, polizie locali, associazioni datoriali ed enti locali, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, “con l’obiettivo – dice Fabbri – di rafforzare la tutela dei lavoratori, favorire la denuncia degli abusi, garantire adeguata protezione alle vittime e salvaguardare il posto di lavoro senza il timore di ritorsioni. Riteniamo, inoltre, non più rinviabile l’istituzione di un tavolo provinciale permanente di coordinamento per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, finalizzato a incrementare i controlli congiunti nelle aziende e nelle aree maggiormente esposte al rischio di illegalità attraverso una stretta collaborazione tra personale ispettivo e forze dell’ordine”.

“Contrastare lo sfruttamento lavorativo e il caporalato significa difendere la dignità della persona e valorizzare le imprese che operano nel pieno rispetto delle regole. È una responsabilità che appartiene a tutte le istituzioni e a tutte le componenti della società. Solo attraverso una collaborazione stabile, concreta e continuativa sarà possibile rafforzare la legalità nel mondo del lavoro e offrire risposte efficaci anche sul territorio pistoiese“.

© Riproduzione riservata

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