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Futuro dell’ospedale Pacini, l’assessora Monni apre al dialogo e annuncia una iniziativa pubblica

La rappresentante della giunta non potrà essere al presidio del 2 maggio ma rilancia: "Progetto pilota per la sanità in montagna"

SAN MARCELLO PITEGLIO – Il prima possibile, entro l’estate, sarà organizzato a San Marcello Pistoiese un momento pubblico di confronto sull’ospedale Pacini, con la proposta di una soluzione concreta e un progetto specifico per la sanità in montagna: insieme ai sindaci e agli amministratori, un incontro aperto a tutta la comunità e con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato impegnate nell’emergenza, nei servizi socio-sanitari e nella tutela della sanità nelle aree montane.

Lo rende noto l’assessora regionale Monia Monni, che il 2 maggio – per un impegno familiare sopraggiunto – non potrà essere presente all’iniziativa che conclude otto giorni di presidio civico a difesa dell’ospedale locale.

“Siamo in una fase complessa per il sistema sanitario – mette in chiaro Monni, con onestà -, una fase segnata da cambiamenti profondi, dalla scarsità di risorse e dalla crescente difficoltà nel reperire personale sanitario: una criticità che riguarda l’intero sistema a livello nazionale. Servono realismo, trasparenza e un rapporto di fiducia forte tra istituzioni e cittadini. Con questo spirito intendiamo portare avanti un percorso serio e condiviso, capace di tenere insieme la tutela dei servizi esistenti e l’innovazione necessaria, partendo dai bisogni reali delle comunità”.

Ed è quello che si intende fare anche a San Marcello. “Sto seguendo con grande attenzione la discussione in corso – commenta l’assessora alla sanità Monia Monni – e conosco bene il percorso portato avanti in questi anni dalla comunità locale a sostegno dell’ospedale Pacini. In questi giorni i cittadini si stanno confrontando e stanno manifestando la loro preoccupazione. È un programma che racconta un territorio vivo e consapevole, capace di mobilitarsi con responsabilità quando si parla di diritto alla salute”. “Mi dispiace sinceramente di non poter essere presente all’iniziativa del 2 maggio – aggiunge -, ma questo non riduce in alcun modo l’attenzione e la disponibilità al confronto su un tema così importante”.

L’assessora sta infatti organizzando un momento pubblico per proporre una soluzione praticabile ed effettiva. “L’incontro si terrà il prima possibile – spiega – perché i tempi sono importanti. Stiamo correndo per poter proporre rapidamente un progetto con soluzioni concrete: dopo esserci confrontati con i sindaci, abbiamo deciso di studiare un progetto pilota per la sanità in montagna che risponda ai bisogni reali del territorio e che porteremo al confronto con i cittadini”.

Monni sa cosa chiedono i cittadini. “Sono consapevole – commenta – che dalla Regione ci si aspetta parole chiare e atti conseguenti sulla difesa del Pacini, sullo sviluppo dei servizi della Casa della Comunità e anche sul potenziamento della presa in carico e l’assistenza, per esempio attraverso un forte investimento sulla domiciliarità. E di questo mi sento la responsabilità. Allo stesso tempo è necessario essere chiari sul fatto che ogni decisione deve collocarsi all’interno di un quadro regionale complessivo e nel rispetto delle norme che regolano il sistema sanitario”.

“Dentro questo quadro – prosegue – però l’obiettivo è netto, ovvero mantenere vivo quel presidio, valorizzandone il ruolo e rafforzando la capacità complessiva del sistema di rispondere ai bisogni della comunità, garantendo servizi di prossimità efficienti e vicini alle persone”.

© Riproduzione riservata

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