PISTOIA – Giro di vite contro l’evasione legata alla gestione dei rifiuti e alla relativa tassazione sul territorio pistoiese. Il bilancio del primo trimestre del 2026 certifica una netta intensificazione delle attività ispettive condotte dai Tecnici di Controllo Ambientale (Tca) per conto di Plures Alia, un’offensiva che ha già permesso di riportare nelle casse decine di migliaia di euro e di far emergere ampie fette di sommerso.
I numeri dell’operazione
L’accelerazione impressa dall’inizio dell’anno è evidente. Se tra ottobre e dicembre del 2025 i sopralluoghi si erano fermati a quota 86, nei primi tre mesi del 2026 le verifiche sono quasi raddoppiate, raggiungendo le 154 utenze ispezionate, divise tra utenze domestiche e commerciali. La fotografia scattata dai tecnici restituisce l’immagine di una maggioranza virtuosa: 112 soggetti sono risultati perfettamente in regola. Tuttavia, i controlli hanno permesso di individuare 18 situazioni debitorie e di regolarizzare la posizione di 24 evasori.
I risultati economici sono di assoluto rilievo. A fronte di un debito complessivo accertato di quasi 265mila euro, l’attività sul campo ha garantito l’incasso immediato di 76.382 euro. A questo si aggiunge un dato strutturale importante: sono stati scovati e riportati a tassazione circa 7.700 metri quadrati di superfici fino a oggi occultate, segnando un netto passo in avanti rispetto ai 3.576 metri quadri individuati nell’ultimo trimestre dello scorso anno (quando i recuperi in denaro si attestarono a circa 3.000 euro su 84mila di posizioni debitorie).
Il successo di questi interventi si basa su un approccio capillare e altamente tecnologico. I tecnici si muovono sul territorio equipaggiati con strumenti digitali che permettono di incrociare in tempo reale i dati catastali, le informazioni delle Camere di Commercio e la posizione tariffaria dell’utente. L’ispezione non si limita alla semplice metratura: le squadre analizzano il ciclo produttivo delle aziende, verificano l’effettiva corrispondenza dei luoghi con le planimetrie dichiarate, accertano la dotazione delle attrezzature per il conferimento e controllano che vi sia una rigida separazione tra rifiuti urbani e speciali.
Una delle peculiarità del servizio è la capacità di risolvere le pendenze in modo istantaneo. Di fronte a un’irregolarità, gli operatori possono aggiornare immediatamente i database, stampare vecchie bollette insolute, notificare solleciti e permettere all’utente di sanare il proprio debito seduta stante tramite POS.
L’intera campagna di verifiche si inserisce nel più ampio “Progetto Controllo Imprese” e nelle linee guida del protocollo sullo sviluppo sostenibile. L’obiettivo finale non è solo sanzionatorio, ma punta a ristabilire un principio di legalità ed equità: scovare le superfici fantasma e combattere la morosità è infatti l’unico modo per garantire che i costi del servizio di gestione dei rifiuti siano distribuiti in maniera giusta tra tutti i cittadini.


