PISTOIA – Tanti applausi hanno accompagnato i primi frangenti da vescovo di Pescia e Pistoia nella cerimonia di ordinazione di monsignor Augusto Mascagna.
In un’affollata chiesa di San Francesco, in migliaia hanno partecipato a questo momento storico per le tre comunità coinvolte: Pistoia, Pescia e Civita Castellana, con centinaia di persone arrivate fin da questa mattina a Pistoia dalla diocesi dell’alto Lazio.
“Sapete, vi devo dire una cosa importante: siete proprio belli visti da quassù – ha esordito un emozionato vescovo Mascagna – Ciò che ci fa belli è questo momento di chiesa, questo momento d’incontro tra le chiese sorelle di Civita Castellana, Pescia e Pistoia. Sembra di leggere gli atti degli apostoli o le lettere di Paolo: l’incontro di chiese sorelle che si sostengono l’un l’altra per continuare la missione propria della Chiesa. È proprio vero: stiamo vivendo un grande momento di chiesa, di questa magnifica humanitas che troviamo nelle nostre parrocchie e nelle nostre comunità diocesane. Non è solo un momento di festa ma è un grande canto di ringraziamento per benedire Dio perché ha fatto cose grandi. Stiamo vivendo un grande tempo dello Spirito, un tempo di Pasqua che per queste chiese sorelle si è prolungato fino ad oggi e speriamo che continui a soffiare su tutti noi: quanto ne abbiamo bisogno di questo Spirito contro la superficialità che diventa cinismo, contro una noiosa ripetizione di cose superate. Vieni Spirito su questa storia perché riviva”.
La partecipata cerimonia ha visto la concelebrazione del cardinal Augusto Paolo Lojudice arcivescovo di Siena, vescovo di Montepulciano – Chiusi – Pienza e presidente della Conferenza episcopale toscana, di sua eccellenza monsignor Marco Salvi vescovo di Civita Castellana, ed è stata presieduta dal vescovo emerito di Pescia e Pistoia, monsignor Fausto Tardelli.
“Carissimo Augusto, il Signore ti chiama quest’oggi a far parte del gruppo degli apostoli: a stare con Lui e ad andare in missione – ha sottolineato monsignor Tardelli -. Il tuo nome oggi il Signore lo pronuncia come pronunciò quello degli altri apostoli, di Pietro e Andrea, di Giacomo e Giovanni e di tutti gli altri. Oggi ti affida la chiesa di Pescia e di Pistoia: questo popolo è di Dio e il gregge è del Buon Pastore, le pecore sono le sue, abbine cura. Oggi le affida a te perché ha fiducia in te e sa che con la forza dello Spirito Santo potrai portarle ai pascoli della pienezza della vita”.
Poco prima dell’insediamento ufficiale nella cattedrale di San Zeno, anche il saluto del sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi. “Oggi la nostra comunità accoglie in lei non solo una guida spirituale, ma un punto di riferimento essenziale per l’intera collettività – sottolinea Capecchi – Le nostre istituzioni, seppure in distinti ambiti di competenza, condividono l’impegno quotidiano per il bene comune, per la cura delle persone più fragili e per la coesione sociale. In un momento storico in cui stiamo affrontando sfide complesse, siamo certi che il suo ministero saprà portare semi di speranza, dialogo e solidarietà. Personalmente, sono felice che il mio percorso amministrativo coincida con l’inizio del suo cammino a Pistoia. Sapendo della sua passione per la montagna e per le passeggiate, mi piace immaginarci in cordata, guardando nella stessa direzione, insieme ai nostri concittadini e alle nostre concittadine”.
La giornata era iniziata con una preghiera di affidamento a Maria nel Santuario della Madonna di Valdibrana. Dopo una preghiera nel santuario mariano, ilvescovo eletto si è fermato a riflettere sulla figura di Maria, affidando a Lei la sua ordinazione e ministero episcopale nelle Chiese di Pescia e di Pistoia.
“Una figura semplice – ha sottolineato monsignor Mascagna – una presenza che non si ferma all’esteriorità, ma una presenza che chissà quante volte ha fatto riflettere chi si è soffermato in questa grotta. E allora questo mistero chiama a riflettere sulla quotidianità della vita di Gesù. Alla vita di Nazareth, dove Gesù cresceva, si fortificava e nella quotidianità di ogni giorno insieme a Maria, insieme a Giuseppe, insieme alla sua storia. In questa quotidianità Dio si stava creando spazi. Preghiamo per noi, fratelli, per convincere i nostri tempi di preparazione e di quotidianità agli eventi importanti in cui riusciamo a intercettare la grazia di Dio e di Gesù che bussa alle nostre porte”.
Successivamente monsignor Mascagna si è recato alla Cittadella della Carità a Pistoia, centro nevralgico delle attività della Caritas diocesana, luogo di accoglienza, ascolto e mensa di coloro che hanno quotidianamente bisogno di aiuto.
“La presenza oggi qui alla Cittadella della Carità è stata proprio un’immersione, un mettere le mani dentro questa povertà di vario genere – ha evidenziato monsignori Mascagna – Il volto della carità è sempre nuovo perché i bisogni sono sempre nuovi: l’emergenza sanitaria, l’emergenza di stare accanto alle persone che smarriscono la testa, che che non si ritrovano più, che sono depresse. E stare vicino a queste nuove forme di povertà la vedo veramente come una grande genialità”. Nella vicina chiesa della Santissima Annunziata a chiusura della mattinata è svolta la liturgia della parola con il rito della lavanda dei piedi, con una riflessione di monsignor Mascagna intorno alla figura di don Tonino Bello sul servizio e carità di un vescovo nei confronti della propria Chiesa.
“Sia il profumo di santità a guidarci – ha concluso Mascagna – L’ombra del Vangelo, che verrà posizionato sulla mia testa durante la Celebrazione, possa seguirmi. Con l’anello prometterò, come gli sposi, di amare e onorare le chiese di Pescia e Pistoia. Con il bastone mi prenderò cura come i pastori di tutto il gregge. Aiutaci padre, aiuta i sacerdoti, donandoci spirito di santità e di servizio. Passiamo dalle parole ai fatti, come Nostro Signore fece con la lavanda dei piedi”.


