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A Palazzo de’ Rossi il talento eccentrico del pianista Lucas Debargue

Sabato 5 aprile alle 20,30 nel Saloncino della Music il recital pianistico dedicato a Fauré, Chopin e Beethoven

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PISTOIA – Artista di grande integrità e dal potere comunicativo stupefacente, Lucas Debargue trae ispirazione per il suo fare musica dalla letteratura, dalla pittura, dal cinema, dal jazz e da una ricerca molto personale ed attenta del repertorio.

Dopo il grande successo del concerto del Quartetto Škampa nello scorso fine settimana, sabato 5 aprile alle 20,30 il Saloncino della Musica di Palazzo de’ Rossi ospiterà un recital pianistico dedicato a Fauré, Chopin e Beethoven: così Lucas Debargue, uno dei pianisti più discussi, imprevedibili ed eccentrici del panorama musicale odierno, chiuderà la 63esima edizione della stagione pistoiese di musica da camera, curata da Daniele Giorgi e promossa da Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript.

Nel 2015 Debargue è stato la rivelazione del 15esimo concorso Tchaikovsky di Mosca (“Dalla visita di Glenn Gould a Mosca e dalla vittoria di Van Cliburn al Concorso Čajkovskij nel bel mezzo della guerra fredda… mai un pianista straniero ha suscitato tanto fervore”, ha scritto Olivier Bellamy, Huffington Post): la sua visione artistica e la sua libertà creativa si sono distinte al punto tale da valergli il prestigioso premio dell’Associazione dei Critici di Mosca, e l’impressione travolgente che ha lasciato al Concorso è diventata il soggetto del documentario To Music, diretto da Martin Mirabel e prodotto dalla Bel Air Media, presentato per la prima volta all’International Film Festival di Biarritz nel 2018.

ll programma proposto dal pianista e compositore (ha già scritto più di 20 opere, eseguite in prima mondiale fra gli altri dalla Kremerata Baltica, di cui è artista permanente), presenta una geometrica simmetria, ma al suo interno le scelte specifiche sono operate sull’onda di una fantastica ‘desuetudine’, a cominciare dalle due notissime sonate di Beethoven, l’enigmatica op. 90 e la celeberrima Quasi una fantasia op. 27 n. 2, nota come ‘l chiaro di luna. Di Chopin vengono affiancati lo Scherzo n. 4 e la ‘vaga’ Ballata n. 3, che ci portano in un mondo di sogno ineffabile. Infine, sono le pagine pianistiche di Fauré, di cui Debargue ha inciso l’integrale delle opere per pianoforte solo, che aprono le due parti del programma: i Nove Preludi op. 103 e il Tema e Variazioni op. 73.

Nato nel 1990, il percorso musicale di Lucas Debargue è tutt’altro che convenzionale. Dopo aver scoperto la musica classica solo all’età di dieci anni, ha nutrito la sua passione attraverso un ampio spettro di esperienze artistiche e intellettuali, comprendenti studi avanzati di letteratura e filosofia. La svolta è arrivata con l’incontro di Rena Shereshevskaya, che è diventata la sua guida pianistica e lo ha ispirato a trasformare l’amore per la musica in una vocazione professionale. Pianista di grande integrità e con un potere comunicativo sorprendente, Debargue trae ispirazione non solo dalla musica, ma anche dalla letteratura, dalla pittura, dal cinema e dal jazz. Accanto al grande repertorio classico e romantico, si distingue per l’interpretazione e la riscoperta di compositori meno noti come Karol Szymanowski, Nikolai Medtner e Miłosz Magin.

La composizione occupa un ruolo centrale nella sua attività artistica: ha già scritto più di venti opere per pianoforte solo e musica da camera. Tra queste, il Concertino da camera Orpheo di camera per pianoforte, percussioni e orchestra d’archi, eseguito in prima assoluta dalla Kremerata Baltica, e un Trio per pianoforte commissionato dalla Fondazione Louis Vuitton. Inoltre, in qualità di Artista Permanente della Kremerata Baltica, ha ricevuto una commissione per un’opera da camera.

La sua discografia con Sony Classical comprende cinque album, dedicati a compositori come Scarlatti, Bach, Beethoven, Schubert, Chopin, Liszt, Ravel, Medtner e Szymanowski. Il suo monumentale tributo discografico a Scarlatti (4 cd) è stato acclamato dal New York Times e inserito tra “i dieci album che accompagneranno il nuovo decennio”. Sempre per Sony Classical, ha inciso un album interamente dedicato a Miłosz Magin, registrato con la Kremerata Baltica e Gidon Kremer.

Nel marzo 2024, Sony Classical ha pubblicato la sua ultima registrazione: un cofanetto di 4 cd con l’integrale delle opere per pianoforte solo di Gabriel Fauré, accolto con entusiasmo dalla critica internazionale. Il disco ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui 5 Diapason (rivista Diapason), Choc 2024 (rivista Classica), Prix Radio Classique 2024 e la nomination agli Icma Awards 2025 nella categoria “Strumento solista”.

L’impressione travolgente lasciata da Lucas Debargue al concorso Čajkovskij è stata raccontata nel documentario To Music, diretto da Martin Mirabel e prodotto da Bel Air Media, presentato in anteprima all’International Film Festival di Biarritz.

© Riproduzione riservata

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