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mercoledì 4 Febbraio 2026
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Pistoia, Rifondazione Comunista lancia la sfida alle destre per le comunali

Il partito di sinistra in vista del voto amministrativo: "Costruiamo un movimento popolare per riconquistare la città"

PISTOIA – Con una lettera aperta indirizzata alla “sinistra sociale e politica” e ai “sinceri democratici”, la sezione pistoiese di Rifondazione Comunista rompe gli indugi in vista delle prossime sfide elettorali, tracciando la rotta per un’alternativa radicale all’attuale amministrazione. Un documento denso, che parte dall’analisi di un distacco sempre più marcato tra cittadini e istituzioni, con l’obiettivo dichiarato di abbattere i recinti e costruire convergenze programmatiche.

L’attacco alla giunta di centrodestra che guida la città è frontale. Secondo il Prc, la destra governa con le “logiche del favore e del ritorno di quel favore”, portando “le lancette della storia indietro di un secolo”. Per invertire la rotta, la parola d’ordine sarebbe una sola: partecipazione.

“La partecipazione popolare è l’essenza della democrazia; senza il senso di utilità della partecipazione non c’è il senso della appartenenza a queste strade, a queste piazze, a questa città”.

I comunisti pistoiesi non nascondono le difficoltà del percorso, ammettendo che non è stato semplice superare le delusioni del 2022, ma sottolineano come il “fallimento pratico della destra al governo insieme alla pericolosità della mancanza di qualsiasi ascolto” abbiano reso necessario sedersi a un tavolo programmatico alternativo.

Il documento entra nel vivo delle questioni amministrative, ponendo dei paletti molto chiari per qualsiasi alleanza di centrosinistra. Tra le priorità assolute spicca la gestione dei servizi pubblici, con il netto rifiuto della quotazione in borsa della Multiutility e la richiesta di una gestione in house per acqua, rifiuti e gas.

Altro punto fermo è la dignità del lavoro: Rifondazione chiede l’inserimento della “clausola del salario minimo non inferiore a 10 euro per le ditte appaltatrici dei servizi comunali” e la reinternalizzazione dei servizi essenziali, convinti che la qualità del lavoro pubblico sia superiore perché non ha “l’affanno del profitto subito”.

“Vogliamo rivedere e riqualificare il lavoro pubblico… siamo per reinternalizzare il maggior numero di servizi comunali dati in appalto perché ormai hanno lo stesso costo come se fossero lavoro pubblico”.

La visione del Prc lega strettamente la manutenzione ordinaria dei borghi alla solidarietà internazionale. Viene criticato il declino di Pistoia, un tempo eccellenza nei servizi educativi: “Vi ricordate di quando Pistoia era definita la ‘città dei bambini’ per la qualità notevole del servizio? Ora, non è più così!”.

Al contempo, il partito propone un segnale forte sul piano della politica estera dal basso, appoggiando la petizione per un gemellaggio tra Pistoia e Gericho, in Palestina: “Sarebbe un segnale importante per tutti i movimenti che in questi mesi si sono mobilitati”.

In chiusura, Rifondazione Comunista invia un messaggio chiaro ai potenziali alleati del centrosinistra e del civismo. La costruzione di una candidatura forte per la carica di sindaco o sindaca deve passare da un programma chiaramente alternativo alla destra, senza sconti: “Nessuno ci dia per acquisiti… lealtà, fiducia, alternativa netta alla destra, autonomia sono passaggi che offriamo e, insieme, vogliamo”.

L’appello finale è alla mobilitazione collettiva per ricostruire quella “connessione sentimentale e politica” necessaria a dare speranza a un popolo che, secondo il partito, è stato troppo a lungo “violentato” dalle logiche liberiste.

© Riproduzione riservata

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