Pistoia e Gerico unite per il futuro: “Qui per fare ciò che non riesce ai governi”

Firmato l'atto introduttivo per il gemellaggio tra la nostra città e quella palestinese

PISTOIA – La Sala Maggiore di Palazzo di Giano si riempie velocemente per un evento che ha riunito istituzioni, stampa e curiosi, un appuntamento fortemente voluto dall’amministrazione locale per dare un segnale di vicinanza concreta ad una realtà drammaticamente in difficoltà. Pistoia, nelle vesti del sindaco Giovanni Capecchi, ha accolto il corrispondente palestinese di Gerico, Salem Ghrouf, per l’inizio dell’iter di gemellaggio tra le due città.

Tra i presenti anche la vicesindaca Nesi, i consiglieri comunali Tosi, Braccesi, Giovannelli, Boanini, gli assessori Banci e Trallori, e la consigliera regionale Simona Querci.

Giovanni Capecchi: “I ponti di pace devono partire dalle città, sarà un accordo duraturo nel tempo”

Il sindaco Capecchi ha posto sempre molta attenzione nei riguardi del popolo palestinese. Ne ha parlato in campagna elettorale e sta investendo energie a riguardo anche in questi primi mesi di amministrazione, non senza critiche da parte di coloro che vorrebbero principalmente un occhio di riguardo verso Pistoia e i suoi bisogni. Capecchi ha affrontato l’argomento di fronte alla platea riunitasi in Comune, non prima di aver introdotto il suo ospite ai presenti.

“Siamo molto emozionati – esordisce il Sindaco. Fin dal momento in cui io e Salem Ghrouf ci siamo stretti la mano abbiamo capito di essere artefici di un accordo davvero storico, per le nostre città così come per i nostri paesi. Gerico, centro antichissimo, uno dei più antichi del mondo, da anni soffre insieme alla totalità del popolo palestinese, e poter abbracciare il sindaco Ghrouf – che è stato rinchiuso per 10 anni nelle carceri israeliane – e simbolicamente tutta la sua gente è un momento che ci riempie di orgoglio.

Desidero ringraziare AssoPace e tutte le associazioni che nel corso di questi anni si sono spinte per il supporto alla Palestina e per la realizzazione di questo incontro così importante. Desidero inoltre fare un ringraziamento all’assessora Banci, seduta qui accanto a me, che ha permesso la prima formalizzazione di questo accordo tanto simbolico quanto importante.

Noi crediamo che i ponti di pace possano e debbano partire dalle città, laddove i governi non ne sono capaci. Pistoia sceglie la pace, i diritti sociali e civili, e può fare molto per cause come questa. Noi sottoscriveremo oggi e di fronte a voi l’inizio di un iter di gemellaggio che sarà molto lungo, dovrà infatti passare l’approvazione del consiglio comunale e del ministero, ma questo non ci abbatte perché vogliamo mostrare fin da subito il nostro desiderio di appoggio e collaborazione duratura con la città palestinese. Il primo atto formale sarà quello di intitolare ai bambini di Gaza e della Palestina tutta un giardino di Pistoia e, viceversa, a Gerico verrà intitolato un giardino alla nostra città“.

Nessun impegno per la città? Capecchi non ci sta e rilancia

“Occuparci di questi temi non significa tralasciare i problemi della città. Noi ci impegneremo per risolvere i problemi dei pistoiesi e, nelle nostre possibilità, anche quelli internazionali. Ci occuperemo delle buche e di tutte le necessità di cui i nostri cittadini hanno bisogno, ma vogliamo – e dobbiamo – poter fare anche di più“.

Pistoia vuole la pace e condanna il genocidio

“Ieri sera ho guardato “Naza” insieme al sindaco Ghrouf e alle tante e ai tanti cittadini che ci hanno raggiunto. Per noi – comprendendo anche il sindaco Ghrouf, n.d.r – era la nostra prima volta. È stato un momento forte per tutti e non perché il documentario superi la brutalità della realtà, ma per la forza visiva con cui racconta il dramma della Palestina. Un genocidio che una legge forse approvata dal nostro parlamento non ci impedirà di definire tale – ribadisce con forza il Giovanni Capecchi.

Noi non siamo contro il popolo ebraico, chi lo pensa è assolutamente fuori strada. Noi vogliamo la pace, e speriamo che le associazioni palestinesi e israeliane per la pace si incontrino a breve: sono tanti gli ebrei che lottano per i nostri obiettivi e sono i benventi”.

Salem Ghrouf: “Pistoia ci ha fatti sentire a casa”

Dopo gli onori di casa, la parola è passata al sindaco di Gerico che, aiutato da un interprete, ha raccontato la realtà della sua città e l’importanza della vicinanza dell’amministrazione pistoiese. Una due giorni di affetto spontaneo e smisurato che è nata nel tempo e che mira a protrarsi a lungo.

“Sono fiero di essere qui a Pistoia con quelli che già considero dei carissimi amici. Al contempo sono molto triste, perché domani dovrò lasciare una nuova famiglia. Avrei voluto passare più tempo qui con voi. Pistoia è una bellissima città: per quello che rappresenta, per il suo attivismo e per le sue amministrazione, che ci hanno accolto in modo così caloroso. Vi siamo grati, qui ci siamo sentiti come a casa nostra. A nome di tutti i bambini della Palestina e come rappresentante della città di Gerico vi porto i saluti di tutta la nostra gente.

Apprezziamo e ringraziamo l’amministrazione del Comune di Pistoia, il Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale, i consiglieri e gli assessori tutti, per aver reso tutto questo possibile, per avermi dato l’opportunità di parlarvi direttamente dal profondo del mio cuore, allontanandomi dalle retoriche diplomatiche”.

Gerico, una città di pace lacerata dall’odio

Finiti i ringraziamenti, arriva il momento di guardare in faccia la realtà, e di raccontarla. Gerico è solo una delle tante città vittime della violenza delle milizie israeliane che, non guardando in faccia niente e nessuno, hanno portato morte e distruzione. Una città di pace che si fondava sulla condivisione di valori e sul rispetto delle diverse religioni – commenta Ghrouf – annientata da un odio tanto cieco quanto cinico.

“Noi palestinesi amiamo la vita e la libertà a cui ambiamo, condanniamo la violenza in ogni sua forma. Crediamo nei principi della pace, della convivialità e dell’uguaglianza: vogliamo che i nostri bambini possano avere gli stessi diritti degli altri, la stessa cura, istruzione e speranze. Gerico ha visto convivere le tre grandi religioni, cristianesimo, ebraismo e islamismo, per anni, è stata per anni una città di pace e speranza. Vi invito a visitarla, quando tutto sarà finito, per vedere i rapporti eccellenti tra tutti i componenti della sua società. Gioiamo assieme, soffriamo assieme, resistiamo assieme.

L’esercito israeliano non fa distinzioni in base alla religione: il nostro destino è unico per loro, così come unico è il nostro desiderio di pace. Sono venuto in Italia, a Pistoia, per trovare la speranza e la forza di andare avanti. Quello che sta succedendo in Palestina è un genocidio e non possiamo girarci intorno: morte, distruzione, bambini senza famiglie e famiglie distrutte dalla morte dei loro figli; e il film che abbiamo visto col sindaco – Giovanni Capecchi, n.d.r – è solo un decimo di quello che sta accadendo nella nostra terra. Ma vi dico questo: più gli israeliani ci attaccano, più ci sentiamo vicini alla nostra terra, vinceremo noi, vincerà la pace! Ci tengo a ribadire che non abbiamo alcun problema col popolo ebraico e con nessun credo religioso, ma con la politica israeliana, che ha strumentalizzato la religione e ha trasformato il conflitto in una guerra di credi che noi rifiutiamo convintamente”.

Pistoia e Gerico, unite da un simbolico ponte di pace

“La collaborazione con Pistoia renderà fiera gli abitanti di Gerico, dove realizzeremo un parco dedicato. Pistoia verrà ricordata per tutto quello che ha fatto e che farà per noi. Qui, oggi, abbiamo formato una candela che brilla di una luce propria, di speranza. Viva Gerico, Viva Pistoia!“.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Pistoia
nubi sparse
24.3 ° C
25 °
21.9 °
41%
1.2m/s
84%
Gio
22 °
Ven
23 °
Sab
20 °
Dom
19 °
Lun
19 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS