PISTOIA – Si inaugura domani, martedì 3 novembre, negli spazi espositivi della Biblioteca San Giorgio la mostra “Libri e scrittori del Novecento. Le biblioteche d’autore del Gabinetto Vieusseux”. Lo stesso giorno, alle 17, nella Sala Manzini della Biblioteca, andrà in scena un incontro di presentazione dell’esposizione con gli interventi di Michele Rossi, Elisa Martini ed Enio Bruschi del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux.
La storia del Gabinetto Vieusseux – e quella del suo Archivio Contemporaneo – è fatta di persone (scrittori, intellettuali , artisti) e dei loro oggetti che li continuano a raccontare così come le carte che hanno lasciato. Ogni vetrina diviene testimonianza visiva e concreta delle varie realtà che ad oggi animano la nostra Istituzione.
La prima vetrina riguarda una ferita, inferta al patrimonio librario ben 60 anni fa dalle acque dell’Arno. La scelta di metterla all’inizio del racconto nasce non solo dalla concomitanza temporale delle date (proprio il 4 novembre ricorrerà il sessantesimo anno), ma anche la centralità che l’Alluvione ha avuto nella storia del Vieusseux: tutta la Biblioteca Circolante, creata dal 1822 in poi, viene sommersa dalle acque all’interno del sottosuolo di Palazzo Strozzi (la cosiddetta Strozzina) dove era custodite. Una perdita devastante, soprattutto per il valore storico di quei volumi, consultati e sfogliati dai vari Soci del Gabinetto, tra cui si registrano D’Annunzio, Collodi, Marc Twain, Prezzolini, Dostoevskij, Louisa May Alcott, solo per citarne alcuni. Il direttore Bonsanti reagì, scegliendo di salvare e non sostituire questo patrimonio, creando il Laboratorio di Restauro. Nella vetrina si possono vedere varie fasi di questo lavoro immenso di recupero.
Successivamente si aprono le vetrine sulle stanze ricostruite, ossia ambienti e biblioteche di alcuni dei nostri autori, il cui Fondo è custodito presso l’Archivio. Seguendo la linea di una filologia degli spazi, in cui lo spazio vissuto dello studio-biblioteca dialoga con le carte d’archivio, si è giunti alla ricostruzione attenta (in alcuni casi ad una vera traslazione) di questi luoghi.
La prima è la Sala Rossa della casa in Piazza Indipendenza della famiglia Orvieto, sede della rivista “Il Marzocco” sulle cui pagine hanno scritto Gabriele D’Annunzio (ideatore del nome e frequentatore del salotto di casa Orvieto) e Giovanni Pascoli.
Da Angiolo, Adolfo e Laura Orvieto – tutti soci del Gabinetto – si passa a Federigo Tozzi che si abbona al Vieusseux il 20 febbraio 1904. Nella sua biblioteca, oltre alle prime edizioni della sue opere si possono vedere le foto della Biblioteca degli Intronati di Siena (luogo vitale per il “rabdomante della cultura” Federico), dei genitori e di Federico con la moglie Emma Palagi, tutte figure emblematiche nella sua scrittura tormentata e vissuta, come dimostrano le carte d’archivio.
La biblioteca di Vasco Pratolini ripercorre la storia del suo capolavoro, Metello: dai libri consultati per ricreare il quadro storico, alla stesura manoscritta fino all’edizione uscita per Vallecchi nel 1955 e la sua fortuna in traduzione.
La biblioteca di Luigi Dallapiccola è una vera e propria traslazione: qui il suo pianoforte e la sua scrivania, dove lui componeva la sua musica e scriveva i suoi libretti ispirandosi ad opere di letterati, come nel caso dell’atto unico Volo di notte, rappresentato la prima volta alla Pergola il 18 maggio 1940 e creato sulla base del testo Vol de Nuit de Antoine de Saint-Exupéry.
La vetrina di Pier Paolo Pasolini vuol essere un omaggio al regista e in particolare ai film Di Accattone e Medea, con foto degli attori e locandine. Questa stanza si lega strettamente a quella di Alberto Arbasino, di cui Pasolini fece il ritratto. L’eclettico scrittore, ‘padre’ della dissoluzione della forma romanzo, viene qui rappresentato attraverso il mondo delle riviste, anche particolari come “Play Boy” o “Vogue”.
Nella sala centrale l’omaggio va a tutta la storia del Gabinetto Vieusseux: partendo dal pannello raffigurante una delle sue storiche sedi e passando attraverso i volti di alcuni dei più grandi scrittori del Novecento immortalati spesso al Vieusseux da Nano Campeggi, si arriva al nostro presente e alle ultime pubblicazioni a testimonianza di un ‘cammino’ culturale che ancora prosegue dopo oltre duecento anni.
La mostra, allestita sia nelle vetrine esterne sia negli spazi espositivi interni, sarà visitabile fino al 28 novembre. Orario di apertura della biblioteca: dal martedì al sabato con orario continuato dalle 9 alle 19; il lunedì dalle 14 alle 19, chiuso la domenica.


