PISTOIA – La comunità pistoiese si dimostra ancora una volta un ostacolo insormontabile per i malintenzionati. Un vile tentativo di raggiro, architettato nei minimi dettagli nella frazione di Bottegone, si è infatti ritorto contro i suoi stessi creatori, conclusosi con l’arresto in flagranza di due “pendolari del crimine” grazie all’incredibile sangue freddo della vittima designata.
Il fatto risale al pomeriggio del 25 maggio, in un contesto urbano già in stato di massima allerta: nelle ore precedenti, infatti, il centralino dell’Arma aveva registrato una raffica di segnalazioni per tentativi di truffa analoghi andati a vuoto, oltre a inquietanti avvistamenti di persone in tenuta mimetica per le vie della città.
Intorno alle ore 15,30, il telefono fisso di un 63enne residente a Bottegone ha squillato. Dall’altro capo del filo, un uomo si è qualificato come appartenente ai Carabinieri, raccontando una storia drammatica: il figlio del cittadino pistoiese era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale con feriti. Per evitargli immediate e pesanti conseguenze con la giustizia, il finto militare ha preteso il pagamento di almeno 4.500 euro, da saldare in contanti o in gioielli. Per rendere la minaccia più credibile, il truffatore ha aggiunto che era stato il giovane stesso a svelare dove fossero custoditi i valori in casa, preannunciando l’arrivo a domicilio di un collega per il ritiro del bottino.
Il piano criminale, tuttavia, aveva una falla colossale: il 63enne non ha alcun figlio. Compreso immediatamente l’inganno, il cittadino non si è fatto prendere dal panico. Per non far saltare la copertura, ha assecondato l’interlocutore mantenendo attiva la chiamata sul telefono fisso e, usando contemporaneamente il proprio cellulare, ha lanciato l’allarme al 112.
La risposta delle forze dell’ordine è stata fulminea. I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Pistoia, congiuntamente ai colleghi della Stazione di Agliana, hanno circondato la zona, piazzandosi in osservazione sia dentro che fuori dall’immobile. Poco dopo, la rete si è chiusa attorno a un Suv Nissan Qashqai, risultato noleggiato a Striano (in provincia di Napoli).
Gli occupanti del veicolo, un uomo del 1985 con precedenti specifici e una donna del 1992, entrambi originari del Napoletano, sono stati bloccati. La perquisizione sul posto ha fatto emergere tre smartphone, capi di abbigliamento mimetico e una ‘Carta Esercito’ intestata alla 32enne, la quale ha provato a giustificarsi affermando di usarla per l’accesso ai circoli militari.
I due sono stati arrestati per tentata truffa aggravata in concorso. Dopo le procedure di rito disposte dall’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato tradotto nel carcere di Pistoia, mentre la complice è stata portata nella casa circondariale di Sollicciano a Firenze. L’auto è stata rimossa dal Soccorso Aci locale, mentre tutti i reperti sono passati nelle mani dell’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale pistoiese.
Nel complimentarsi per l’ottima sinergia tra cittadinanza e istituzioni, il Comando Provinciale dei Carabinieri rinnova l’appello alla popolazione: nessuna forza di polizia o ente statale chiederà mai la consegna a domicilio di soldi o preziosi. In caso di chiamate sospette, la regola d’oro resta una sola: riagganciare e chiamare subito il 112.


