Pistoia, questa mattina una conferenza sul benessere dei medici

Organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (OMCeO) locale, erano presenti anche istituzioni regionali e cittadine

PISTOIA – Uno scenario di prospettiva previdenziale per il mondo dei medici che riflette tutte le difficoltà che negli ultimi decenni stanno attraversando ancora più in generale il Paese. Si è tenuto questa mattina a Pistoia il convegno “La previdenza e l’assistenza ENPAM, le sfide presenti e future”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (OMCeO) di Pistoia, che ha visto i saluti istituzionali del Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika, dell’Assessore alla Salute e al Sociale del Comune di Pistoia, dott. Sandro Giannessi, e della Presidente dell’Omceo Pistoia, dott.ssa Paola David.

“Questa mattina parliamo di chi cura i medici – evidenzia la dott.ssa David. È un aspetto della sanità particolare, però in un momento così di grande crisi e di grande trasformazione della nostra sanità, dove anche in Toscana ci sono accordi nuovi che, compatibilmente con criticità quali la carenza di personale e la carenza di risorse con la quale tutti dobbiamo fare i conti, impegnano tutti noi ad essere sempre più vicini ai cittadini e più capillari nell’assistenza. Per questo parlare di previdenza per i medici, cioè di benessere dei medici, è un argomento di fondamentale importanza che spesso i medici stessi dimenticano, perché il medico giovane difficilmente pensa al proprio futuro, alla pensione o all’assistenza in momenti nei quali anche il medico potrebbe avere necessità”.

Dopo i saluti istituzionali, ad aprire i lavori sono stati gli interventi del dott. Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione ENPAM ed del dott. Luigi Daleffe, Vicepresidente ENPAM.

“Per parlare del futuro – spiega il dott. Oliveti in apertura dell’incontro – partendo dall’oggi, non si può non fare un’analisi del passato prossimo, per comprendere lo scenario in cui la Fondazione si muove e per cercare di intercettare le aspettative dei colleghi giovani. Il nostro sistema si basa su due fattori: far percepire la convenienza a partecipare a questa catena alle generazioni subentranti e dall’altro, invece, dobbiamo usare un’estrema accortezza nel gestire tutte le leve che permettono di rendere appetibile questa partecipazione. Su questi temi si giocherà il nostro futuro. Aumenta la necessità di conciliazione tra la vita e il lavoro – conclude Oliveti -, con il carico della famiglia ancora maggiormente sulle spalle delle nostre colleghe. Noi stiamo cercando di dare le condizioni per poter esprimere al meglio la propria professionalità e la propria personalità, ma avere anche un sostegno nel presente per poter conciliare meglio queste esigenze di vita e di lavoro”.

“Dobbiamo fare in modo che l’Enpam possa continuare in futuro a garantire la previdenza dei colleghi medici – rilancia il dott. Daleffe. Non si possono fare regali ad alcuni e danneggiare altri. La gestione deve cercare di essere equa: noi in questo momento, ad esempio, stiamo scontando quello che è il problema del rapporto dei medici in pensione ed i giovani colleghi in entrata che sono pochi, perché non c’è stato un adeguamento del numero programmato. Questo cosa comporta? Che i pensionati sono tanti e gli attivi sono numericamente di meno. Se sono gli attivi a contribuire per mantenere la pensione degli ex lavoratori, logicamente questo deve essere valutato in modo diverso rispetto al passato, ma è un problema che vediamo in tutti i settori. Non dimentichiamo che l’INPS al 20 del mese ha esaurito i soldi delle contribuzioni e lì arrivano gli interventi dello Stato con quello che noi paghiamo di IRPEF, e viene riversato proprio come è necessario fare, perché chi ha lavorato è giusto che venga adeguatamente considerato anche come pensionato. L’aspetto di equità deve riguardare tutti, in entrata e in uscita, quindi i conti vanno fatti bene. Quindi non possiamo rispondere ai colleghi che ci dicono ‘Ma perché non ci aumentate la pensione?’ dicendo ‘Sì’; dobbiamo spiegare loro che le cose devono essere fatte rispettando i diritti di tutti”.

 

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