PISTOIA – Recuperare antichi mestieri artigianali e trasformarli in opportunità di lavoro e strumenti concreti di autonomia. Nasce con questo obiettivo il Maglificio Sociale, il progetto promosso da Rifò e dalla Cooperativa Sociale Manusa per formare nuove professioniste del rimaglio e del rammendo, competenze sempre più rare ma essenziali per garantire qualità e durata alla maglieria.
Nei giorni scorsi il progetto è stato presentato dalla vicesindaca del Comune di Pistoia Stefania Nesi insieme ai rappresentanti delle due realtà promotrici, che hanno illustrato un’iniziativa capace di coniugare tradizione artigianale, inclusione sociale e nuove prospettive occupazionali. Sono pronti a partire, dunque, i percorsi formativi retribuiti al Maglificio Diana, rivolti a nove donne disoccupate, che potranno acquisire competenze specialistiche e trasformarle in una opportunità professionale.
Il progetto punta a rispondere a una triplice esigenza: preservare il patrimonio artigianale del distretto tessile di Prato e Pistoia, offrire nuove prospettive occupazionali a persone che incontrano difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro e garantire la tracciabilità della filiera produttiva.
“Salutiamo con piacere l’avvio di una nuova impresa – afferma la vicesindaca Stefania Nesi. Con il Maglificio sociale si incontrano un bisogno produttivo e un bisogno sociale, in un’attività che unisce il tessuto economico pistoiese al distretto tessile pratese. Fare rete tra realtà produttive di territori diversi, valorizzare la responsabilità sociale d’impresa ed essere un ponte tra il mondo delle imprese, della cooperazione e i nostri servizi sociali: questo è un modello virtuoso che sosteniamo fortemente. I migliori auguri al Maglificio sociale e alle sue lavoratrici per questa straordinaria avventura, e grazie a tutti i soggetti che hanno contribuito a costruire questo progetto”.
La formazione prevede complessivamente 180 ore e sarà possibile anche grazie alla collaborazione di sei maglifici del territorio: FMF, ITES, Anapurna, Maglificio Bartolini e Bonaparte che metteranno a disposizione macchinari e formatori. Al termine del percorso, con l’inizio del 2027, almeno due delle nove donne selezionate saranno assunte dalla Cooperativa Sociale Manusa, mentre per le altre saranno attivati percorsi di orientamento verso le aziende del distretto.
Quando sarà a regime, il Maglificio Sociale avrà sede a Pistoia, in via dei Salici 5, presso la Cooperativa Sociale Manusa, che si occuperà della gestione del laboratorio e dell’accompagnamento delle lavoratrici. La struttura potrà contare su un tutor sociale, due maestri rammagliatori esperti e due figure formate attraverso il progetto. L’obiettivo è arrivare a confezionare oltre 100mila capi all’anno e creare almeno cinque nuovi posti di lavoro stabili entro il 2027, rispondendo a un fabbisogno produttivo concreto del territorio.
Il progetto si fonda su una rete che unisce imprese, cooperazione sociale e istituzioni. Rifò, nel ruolo di coordinatore e cofinanziatore, e Manusa, insieme a Intrecci Cooperativa Sociale, Adecco e Fondazione Opera Santa Rita, collaborano alla selezione, alla formazione e all’inserimento lavorativo delle partecipanti. L’iniziativa ha raccolto un sostegno economico iniziale di 125mila euro grazie ai contributi di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Gucci e Rifò.


