PISTOIA – Un operaio di 43 anni, originario dell’Est Europa, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nella zona industriale di Sant’Agostino a Pistoia. L’uomo, dipendente di una ditta di Milano, stava lavorando sul tetto di un capannone al montaggio dei pannelli di copertura quando è precipitato al suolo da un’altezza di circa otto metri. Le cause della caduta sono ancora da chiarire.
L’allarme al 112 è scattato subito. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 con un’ambulanza della Croce Verde di Pistoia, le forze dell’ordine e i tecnici del dipartimento di Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (Pisll) dell’Asl. Nonostante i tentativi di rianimazione il personale medico non ha potuto fare nulla e il decesso è stato constatato sul posto.
Gli accertamenti sono stati avviati per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare se sul cantiere fossero rispettate le norme di sicurezza.
Sull’argomento il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi: “Leggo la notizia di un nuovo gravissimo incidente sul lavoro. Leggo che un uomo di 40 anni è morto. Non so altro, al momento, ma dico con forza: non si può morire di lavoro. Una frase che ci troviamo a ripetere spesso ma non è retorica perché continua a ricordarci la tragica ripetizione di eventi drammatici. Il Comune di Pistoia è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, e delle loro organizzazioni che si battono per avere controlli e prevenzione insieme al “lavoro buono” con garanzie contrattuali ad ogni livello. La sicurezza non è un costo ma la base di partenza di ogni rapporto di lavoro”. Il sindaco ha espresso il sincero cordoglio dell’amministrazione comunale ai familiari del lavoratore vittima dell’incidente di quest’oggi nella zona industriale di Pistoia.
“Saranno sempre troppi i morti sul lavoro. Viviamo come comunità un altro lutto avvenuto proprio laddove si dovrebbe valorizzare l’ingegno umano e invece continuano a consumarsi tragedie che sono un doloroso richiamo alla responsabilità collettiva. La morte di un lavoratore non è mai una fatalità a cui dedicare una sporadica attenzione. In questo momento di dolore, porgo le mie condoglianze e mi unisco nella preghiera alla famiglia”. Con queste parole il vescovo di Pescia e Pistoia, monsignor Augusto Mascagna esprime il proprio cordoglio per la morte sul lavoro di un uomo di circa 43 anni nella zona industriale di Sant’Agostino a Pistoia.
“Di fronte a una vita spezzata sul posto di lavoro – conclude il Vescovo Augusto – mi vengono in mente le parole del Salmo ‘Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore’. Questo messaggio attraversi la nostra comunità e spinga le nostre coscienze a non voltarsi dall’altra parte: serve un impegno immediato e coraggioso da parte di tutti per restituire equità, dignità umana e sicurezza al mondo del lavoro”
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’operaio di 43 anni che oggi ha perso la vita in un cantiere nella zona industriale di Sant’Agostino, a Pistoia: “Un’altra vita spezzata mentre si lavorava. Un’altra famiglia costretta ad affrontare un dolore enorme. Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: è necessario capire fino in fondo che cosa sia accaduto e verificare che tutte le condizioni di sicurezza previste dalla legge fossero effettivamente garantite. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli organi competenti e saranno le indagini a stabilire responsabilità e cause. Come organizzazioni sindacali chiediamo però che gli accertamenti siano rapidi, completi e rigorosi e che si faccia piena luce su ogni aspetto dell’organizzazione del lavoro e della sicurezza nel cantiere”.
“Non si può più tollerare un massacro del genere. Una media di tre morti al giorno sul lavoro è un dato abnorme, che non può essere considerato normale né tantomeno inevitabile – dichiara Daniele Vaccaro, responsabile territoriale della Filca Cisl Toscana – Continuare a contare vittime significa che qualcosa nel nostro sistema di prevenzione e sicurezza non sta funzionando come dovrebbe. Servono più controlli, più prevenzione, più formazione e, soprattutto, una cultura della sicurezza che metta davvero la vita delle lavoratrici e dei lavoratori al primo posto.”
“Siamo davanti all’ennesima ‘strage’ annunciata e non possiamo più parlare di fatalità. È un vero e proprio ‘operaicidio’ che continua a consumarsi nel silenzio generale, mentre lavoratori e lavoratrici continuano a uscire di casa senza avere la certezza di farvi ritorno”.
“Queste persone sono vittime del dovere, cadute mentre svolgevano il proprio lavoro, spesso in condizioni difficili, sotto pressione, tra appalti, subappalti, ritmi insostenibili e controlli insufficienti”, dichiara Davide Chiappinelli, segretario generale Fillea Cgil Prato Pistoia.
Per la Feneal Toscana Francesco Romano ribadisce che “il nostro obiettivo è: Zero Morti sul lavoro. Purtroppo anche oggi si è dimostrato la scarsa cultura della sicurezza del lavoro. Si chiede alle istituzioni più controlli e prevenzione. Nel settore delle costruzioni non può esistere alcun margine di tolleranza quando è in gioco la vita delle persone”.
“Formazione, prevenzione, dispositivi di protezione, corretta organizzazione del lavoro e rispetto delle procedure di sicurezza non possono essere considerati semplici adempimenti burocratici – concludono le sigle sindacali – ma devono essere parte integrante del lavoro quotidiano. Non possiamo continuare a contare morti nei luoghi di lavoro e limitarci a intervenire dopo ogni tragedia. La sicurezza deve venire prima del profitto, dei tempi di consegna e di qualsiasi altra esigenza produttiva. Morire sul lavoro non può essere considerato una fatalità quando esistono strumenti di prevenzione, formazione, controlli e regole precise da rispettare. La sicurezza sul lavoro non è un costo: è un diritto. La vita delle lavoratrici e dei lavoratori non si tocca. Alla famiglia del lavoratore va il nostro più sincero cordoglio. Ai suoi colleghi e a tutti coloro che oggi sono stati coinvolti in questa tragedia esprimiamo la nostra piena vicinanza. Non vogliamo più comunicati da scrivere dopo una morte. Vogliamo cantieri dove si torni a casa, ogni giorno. Perché dietro ogni numero c’è una vita, una famiglia, una storia: e nessun lavoro può valere la vita di una persona”.
“L’ennesimo incidente ha spezzato un’altra vita. Profondo cordoglio per una morte inaccettabile. ci stringiamo attorno alla famiglia e ai compagni di lavoro”. A dichiararlo il portavoce dell’opposizione in consiglio regionale, Alessandro Tomasi, ed il vice capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, dopo che un operaio 43enne è morto nella zona industriale di Sant’Agostino a Pistoia. “Abbiamo appreso che l’uomo stava lavorando sul tetto di un capannone per il montaggio di pannelli di copertura quando è precipitato al suolo facendo un volo di vari metri. Saranno gli agenti di polizia e gli operatori del dipartimento igiene e sicurezza dell’Asl a stabilire con precisione l’esatta dinamica dell’incidente e le condizioni del cantiere – sottolineano Tomasi e Capecchi -. Purtroppo nell’ambito del sistema di appalti e subappalti troppo spesso si verificano certe tragedie. Ribadiamo come prevenzione e controlli siano imprescindibili nei luoghi di lavoro perché non possiamo continuare a limitarci ad aggiornare numeri drammatici. Le morti sul lavoro sono una piaga su cui occorre fare sempre di più, senza distinzioni di colore politico.”


