PISTOIA – “La pace non è solo un auspicio, è una responsabilità”. Con queste parole ad Assisi la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri aveva licenziato nella scorsa primavera il manifesto Medici e Pace.
Il manifesto, consegnato negli scorsi mesi anche a papa Leone XIV, richiama il valore della cura, della tutela della dignità umana e dell’attenzione alle persone più fragili, principi che sono alla base dell’impegno professionale dei medici.
In un incontro svoltosi nell’atrio dell’ospedale San Jacopo, è stata consegnata a tale scopo dalla presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Pistoia, Paola David, nelle mani della direttrice sanitaria di presidio, Lucilla Di Renzo, una copia del documento, occasione per riflettere sul significato della cura e sul contributo che la professione medica può offrire alla promozione dei valori della pace e della solidarietà. Alla consegna, presente anche il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi.
“Come sottolineato anche dal Presidente della Federazione Nazionale Filippo Anelli – sottolinea la dottoressa Paola David – i medici non possono rimanere indifferenti alle guerre. L’atto della cura e la promozione della salute sono azioni potenti di contrasto a qualsiasi conflitto e con questo manifesto non facciamo altro che ribadirne la priorità in questi tempi segnati da crescenti conflitti, sparsi in ogni angolo di mondo. I medici stanno quotidianamente a difesa della vita, non c’è pace se i diritti sono proclamati ma non garantiti. Queste parole per i medici non sono solo tali, accompagnano in ogni istante i colleghi e le colleghe che operano nei fronti più delicati di guerra, mettendo a rischio le loro vite. Il manifesto nasce da un lungo percorso iniziato con la stesura della Carta dei Valori in collaborazione con la Cei e successivamente nell’elaborazione ripresa ed estesa lo scorso anno con la Carta di Roma, documento condiviso a livello europeo. Il senso profondo di questi fondamentali documenti evidenzia il desiderio del mondo professionale medico che assieme a tutte le professioni sanitarie si stringe ai valori etici fondamentali che lo definiscono e lo guidano, valori ribaditi nel giuramento e nel codice deontologico.”
“Siamo lieti e onorati di aderire, come Ospedale dell’Asl Toscana centro, al Manifesto della Pace – dichiara la dottoressa Lucilla Di Renzo – un atto che oggi, alla luce delle tensioni internazionali, assume una netta posizione di responsabilità e testimonia il ruolo che la professione sanitaria è chiamata a svolgere nella difesa della vita e della dignità della persona. In ospedale incontriamo quotidianamente la fragilità umana e sappiamo quanto sia fondamentale promuovere una cultura fondata sull’inclusione e sulla tutela dei diritti. Con l’adesione al Manifesto, ribadiamo come la salute e la pace siano beni preziosi e connessi e come la professione sanitaria possa continuare a contribuire alla costruzione di una società sempre più attenta alle persone, soprattutto alle più vulnerabili.”
“L’adesione al Manifesto Medici e Pace – evidenzia il direttore generale dell’Asl Toscana centro, Valerio Mari – è un’occasione importante per ribadire il legame tra istituzioni, professionisti sanitari e comunità, e per richiamare e condividere quei valori che da sempre fanno parte della professione medica e che guidano ogni giorno il lavoro dei nostri operatori. Accogliere questa iniziativa significa, inoltre, condividere un impegno comune, nella consapevolezza che la promozione della pace passa anche attraverso la cura, l’assistenza e l’attenzione verso le persone. Ringrazio la presidente dell’Ordine dei Medici, dott.ssa Paola David e tutti i professionisti dell’Asl Toscana centro che, con il loro lavoro quotidiano, rendono concreti questi valori”.
“La consegna di questo manifesto dei Medici per la Pace – evidenzia il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi – è un segnale forte per tutti I professionisti che si stanno impegnando per garantire il diritto alla salute in tutti i luoghi di guerra. È un momento importante. Noi siamo impegnati su questo tema, lo abbiamo fatto in campagna elettorale, lo abbiamo fatto nel giorno dell’insediamento della giunta con un gesto simbolico, che è quello di appendere la bandiera della pace al palazzo comunale. Lo faremo nelle prossime settimane facendo un vero e proprio progetto, perché Pistoia torni ad essere una città operatrice di pace. È un progetto che sicuramente prevederà alcune linee linee di fondo: interventi di tipo culturale, legati anche al mondo della scuola, della formazione, sui temi della pace, della convivenza civile, del confronto anche tra culture diverse, e prevederà anche un’azione concreta, cioè fare di Pistoia una città nella quale possono incontrarsi rappresentanti, uomini di cultura, uomini politici e, comunque, figure di spicco di mondi attualmente in conflitto fra loro. Ecco, Pistoia come città dell’incontro, come città che aiuta a ricostruire delle relazioni che le guerre hanno interrotto”.
Nel corso dell’iniziativa, è stato letto anche il messaggio del vescovo, monsignor Fausto Tardelli che ha evidenziato come la consegna del manifesto Medici per la Pace “rappresenti un atto di responsabilità e di testimonianza evangelica. La pace non può essere ridotta a un pio auspicio, a un desiderio passivo: essa è un impegno quotidiano, una responsabilità continua che interpella in modo unico chi ha fatto della cura della vita la propria vocazione, come avviene per i nostri medici”. Il vescovo ha infine ricordato il lavoro quotidiano e spesso silenzioso sacrificio del personale sanitario. “Sappiate che il vostro portare il dolore dell’altro – ha concluso nel messaggio – è il modo più autentico di amare e di costruire la pace nel mondo, partendo dalle corsie di questo ospedale o nei vostri ambulatori”.


