PESCIA – “Il dibattito emerso in consiglio comunale sull’ordine del giorno relativo ai comuni montani dimostra, ancora una volta, una difficoltà ad accettare posizioni diverse da quelle della sinistra, accompagnata da una lettura parziale, se non distorta”. Lo ha dichiarato Giacomo Melosi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, nell’ambito del dibatto sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni Montani promossi dal governo Meloni, replicando al vice-sindaco di Pescia Luca Tridente che aveva sollecitato (insieme ad altri amministratori PD di tutta la Toscana) l’esecutivo ad una modifica della bozza della nuova legge. Preoccupazione espresse anche nei giorni scorsi dal centrosinistra di Pescia, in un ordine del giorno non condiviso da Melosi.
“Nell’odg si afferma che le risorse destinate alla montagna non sarebbero sufficienti, omettendo però un dato fondamentale: il Fondo nazionale per la montagna nel 2021 ammontava a meno di 10 milioni di euro, mentre con il governo Meloni è stato portato prima a 100 milioni e poi a oltre 200 milioni nel 2023 – ha aggiunto – il provvedimento proposto dal ministro Calderoli va nella direzione di una tutela più equa ed efficace delle aree montane, escludendo Comuni che, pur non avendo caratteristiche montane, hanno per anni beneficiato di ingenti risorse. È vero che alcuni Comuni dell’Appennino sono stati esclusi, ma per questi esistono già strumenti alternativi di tutela, come i finanziamenti per le aree interne o la possibilità, demandata alle Regioni, di destinare parte del FOSMIT secondo criteri diversi da quelli nazionali, come previsto dalla legge sulla montagna”.
Melosi ha puntato il dito anche contro l’odg sulla Montagna approvato dal consiglio comunale pesciatino. “Non è un caso che in provincia di Pistoia nessun Comune sia stato declassato: qui c’è vera montagna. Su questo si potrebbe e si dovrebbe costruire una strategia premiale e condivisa per l’intero territorio provinciale, invece di alimentare polemiche sterili – conclude Melosi – approvare un ordine del giorno di questo tipo significa solo fare un favore a chi continua a difendere interessi che poco hanno a che vedere con la montagna, che al massimo è collina, ma certamente non merita di sottrarre risorse a territori che ne hanno reale bisogno”.


