PESCIA – Ha preso il via questa mattina (28 giugno) la giornata dell’ingresso del nuovo vescovo della diocesi di Pescia, Augusto Mascagna.
Come prima tappa, il vescovo ha voluto sostare alla basilica santuario della Madonna di Fontenova, dedicando il primo momento del suo ministero diocesano alla venerazione della Madonna di Fontenova, patrona della diocesi.
Ad accoglierlo sono stati il parroco, don Stefano, il sindaco della città Riccardo Franchi e una numerosa rappresentanza della comunità parrocchiale. Particolarmente significativo è stato il saluto dei bambini del catechismo, che hanno riservato al nuovo pastore un caloroso e gioioso benvenuto.
Dopo un momento di preghiera personale e di affidamento davanti all’immagine della Madonna di Fontenova, il vescovo Augusto ha scoperto il proprio stemma episcopale, che nei prossimi giorni sarà collocato sulla facciata della basilica.
Successivamente il vescovo si è recato in visita all’ospedale santi Cosma e Damiano, dove è stato accolto dal sindaco e dal personale sanitario. Nel corso della visita ha incontrato i degenti in un reparto di degenza e gli operatori del pronto soccorso, portando a tutti una parola di vicinanza, speranza e incoraggiamento.
Prima di impartire la benedizione, il vescovo ha rivolto ai presenti queste parole:
“Si cura non con le carezze, ma con azioni decise e convinte, compiute da mani esperte che indicano la strada della guarigione. Signore, ti chiediamo di benedire queste mani esperte, questi cuori generosi che hanno scelto di svolgere un servizio preziosissimo: prendersi cura dei corpi, accarezzando le anime, mostrando vicinanza ai cuori e donando speranza alle menti. Benedici questo luogo di vita, perché malati e curanti siano continuamente sostenuti dalla tua grazia e dalla tua benedizione”.
Il lungo abbraccio a tutta la Valdinievole nella giornata di ingresso a Pescia di monsignor Augusto Mascagna, vescovo di Pescia e di Pistoia, si è conclusa con gli appuntamenti pesciatini al mercato dei fiori, il saluto alle autorità alla Porta Fiorentina ed infine la solenne celebrazione di ingresso in cattedrale.

“La calura e le temperature non fermano l’entusiasmo di una chiesa che vuole ripartire dalla Galilea – esordisce monsignor Mascagna nella sua omelia nella cattedrale – Proprio come nel brano di Vangelo che abbiamo ascoltato, Gesù ci ha dato appuntamento in Galilea, sul lago per riprendere il cammino. È risorto Cristo, nostra Speranza e ci precede in Galilea: Pescia è la nostra Galilea, da qui riprende un cammino e Gesù ci dice ‘seguimi’. Entriamo, allora, nella festa di san Pietro e Paolo ed entriamo in un tempo importante per Pescia e Pistoia: un nuovo vescovo ed un cammino di chiese sorelle. Sorelle distinte ma unite in un cammino di chiesa; distinte nella loro storia, nei loro legami, nei loro territori ma unite nel seguire Gesù Cristo. La differenza dell’una dall’altra non ostacola il cammino, e l’unità di una storia nuova non pregiudica, non mortifica l’originalità propria della chiesa di Pescia e della chiesa di Pistoia. E allora da dove iniziare? Nella festa degli apostoli Pietro e Paolo, abbiamo bisogno di ripartire dalla fede, altrimenti il nostro riferimento alla chiesa rischia di essere ideologico e, invece, eccoci qua a ribadire la nostra fede”.
La messa è stata concelebrata da monsignor Saverio Cannistrà, arcivescovo metropolita di Pisa, e introdotta dalla “consegna” della diocesi di Pescia da parte di monsignor Fausto Tardelli, vescovo emerito di Pescia.
“Questa chiesa locale è viva e ricca di fermenti buoni – ha evidenziato Mons. Tardelli – ha ancora una pratica religiosa significativa, ha preti in numero sufficiente e ancora abbastanza giovani, ha dei diaconi validissimi, dei laici partecipi e attivi in tutte le parrocchie, una bella realtà giovanile, nonché religiosi e religiose testimoni della vita consacrata. Il prossimo anno saranno 300 anni da quando la diocesi è diventata tale con la presenza di un vescovo residenziale. Ma, come sai, la sua origine risale a molto prima, al 1519 e per oltre due secoli, questa chiesa ha saputo camminare in modo originale sotto una guida possiamo dire collegiale di canonici saggi e illuminati. Per questa sua gloriosa storia ma ancor più per la sua attuale condizione vitale, questa chiesa pesciatina avrebbe desiderato continuare ad avere una sua autonomia diocesana, senza per questo venir meno ad un impegno di collaborazione ed integrazione con le diocesi vicine, più che altro con quelle della Toscana del Nord e che in verità, non è mai mancato”.
Poco prima dell’inizio della celebrazione, il saluto pochi metri dopo la Porta Fiorentina da parte del Sindaco di Pescia, Riccardo Franchi.
“La nostra città vive da sempre un legame profondo con il proprio Vescovo – ha sottolineato Franchi -, perché per i pesciatini tale figura valica i confini della pur fondamentale guida religiosa, per rappresentare anche un punto di riferimento morale, sociale e civile per l’intera cittadinanza, una sicurezza nei momenti di difficoltà e un interlocutore privilegiato nella costruzione del bene comune. Pescia è una città vitale, un centro in cui svolgono un grande lavoro tante associazioni impegnate nel volontariato, nel sociale e nel sostegno del prossimo, realtà che presto potrà apprezzare di persona; Pescia inoltre, da sempre considerata il capoluogo della Valdinievole, è città di antica devozione e religiosità diffusa, coltivate nei secoli tra chiese, piazze e strade, che presto le saranno familiari. L’augurio è che Lei, Eccellenza, possa a lungo e proficuamente guidare la Diocesi pesciatina, che si farà apprezzare dal suo nuovo vescovo”.


