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MONTECATINI TERME – Una giornata per ricordare, insieme ai ragazzi, Giancarlo Siani, a 40 anni dalla sua uccisione da parte della camorra avvenuta il 23 settembre 1985.
Si è tenuta a Montecatini Terme il 2 aprile l’iniziativa organizzata dalla Regione Toscana con il suo Centro di documentazione cultura legalità democratica. A intervenire, davanti alla platea di studenti del liceo scientifico Coluccio Salutati, è stato Paolo Siani, che ha parlato del fratello giornalista de Il Mattino di Napoli.
“Quarant’anni fa – ha detto Paolo – qualcuno decise che la voce di mio fratello Giancarlo dovesse tacere. E invece oggi si continua ancora a parlare di lui, in tanti eventi e in tante scuole come qui a Montecatini. E questa è una grande rivincita rispetto a chi volle eliminarlo”.
All’incontro hanno partecipato tantissimi studenti, che si sono immedesimati nel racconto di Siani e hanno alimentato l’incontro di tante domande.
“I giovani che non lo hanno conosciuto – ha evidenziato Siani – percepiscono il valore di questo ragazzo, un giornalista che scriveva cose vere, ma pericolose, non pensando che la sola forza della penna potesse mettere a repentaglio gli affari dei clan camorristici e mafiosi”.
La testimonianza di Siani è stata preceduta dai saluti di Giulio Morandini, capo di gabinetto della prefettura di Pistoia, di Riccardo Trallori, responsabile segreteria dell’assessorato regionale alla cultura della legalità, di Miriam Valentino dell’ufficio scolastico XI di Pistoia, di Luca Marmo, presidente della Provincia di Pistoia, di Beatrice Chelli, vicesindaco di Montecatini Terme e da un intervento di Leonello Toccafondi del Centro di documentazione cultura legalità democratica che ha raccontato la situazione della criminalità organizzata in Campania negli anni in cui Siani svolgeva il suo mestiere di cronista.
L’assessore regionale alla legalità Stefano Ciuoffo, ha inviato un messaggio ai partecipanti all’iniziativa: “Bisogna togliere – ha detto citando Paolo Borsellino, un’altra vittima della criminalità organizzata – attorno alla mafia l’acqua in cui questo immondo pesce nuota. E l’acqua la si toglie insegnando ai giovani a diventare cittadini, a sapersi riconoscere nelle istituzioni pubbliche”.
“Ed è proprio per questo – ha precisato Ciuoffo – che la Regione ha voluto organizzare questa iniziativa in memoria di Giancarlo Siani, perché il suo impegno professionale e civile sia adeguatamente valorizzato e resti per tutti noi come un esempio da seguire. Educare ai valori della giustizia e della legalità democratica è uno dei compiti delle istituzioni e serve a formare soprattutto le nuove generazioni al rispetto delle regole di convivenza civile. E noi come Regione Toscana, insieme alle altre istituzioni presenti, Prefettura, Provincia e Comune vogliamo sottolineare l’importanza del lavoro di squadra necessario per vigilare, prevenire e combattere l’illegalità. E’ questa la preziosa eredità che ci lascia in dono Giancarlo Siani”.