Università UniCamillus, 120 scienziati a confronto per la Giornata della ricerca

(Adnkronos) – Mettere in comune competenze, esperienze e idee per trasformare la conoscenza reciproca in nuove opportunità di ricerca. E’ stato questo l’obiettivo della Giornata della ricerca condivisa – ‘Conoscersi per collaborare’, l’iniziativa con cui UniCamillus ha inaugurato la Settimana della Ricerca 2026, in programma dal 21 al 27 settembre. L’appuntamento si è tenuto oggi, dalle ore 10:00 alle 14:00, nell’Aula 1 di UniHall, dove 120 ricercatori dell’Ateneo sono stati chiamati a incontrarsi, presentare i propri lavori e confrontarsi in tavole rotonde sui diversi ambiti della ricerca sviluppata all’interno di UniCamillus. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del rettore Gianni Profita e del delegato alla Ricerca Emiliano Maiani, per poi lasciare spazio al confronto tra gli studiosi attraverso la presentazione di paper e risultati di ricerche realizzate in Ateneo. Non una semplice occasione di presentazione, ma soprattutto un momento di networking scientifico interno, pensato per favorire la conoscenza tra gruppi e singoli professionisti, anche appartenenti ad ambiti disciplinari differenti. L’obiettivo era far emergere competenze ed expertise che potessero incontrarsi con progetti già in fase di elaborazione o con nuove idee di ricerca, creando le condizioni per sviluppare collaborazioni interdisciplinari e nuovi progetti condivisi. 

“La ricerca – afferma il rettore Gianni Profita – rappresenta una delle direttrici fondamentali su cui UniCamillus sta costruendo il proprio futuro. Investire nella ricerca significa investire nelle persone, nelle idee e nella capacità di guardare alle sfide della salute con strumenti nuovi e con una prospettiva di lungo periodo. La Giornata della Ricerca Condivisa nasce proprio da questa visione: creare occasioni in cui i nostri ricercatori possano conoscersi, mettere in comune competenze ed esperienze e trovare insieme nuove strade. Perché il futuro della ricerca passa anche dalla capacità di fare rete, di contaminare saperi diversi e di trasformare un’intuizione individuale in un progetto condiviso. UniCamillus vuole continuare a essere un luogo in cui questo futuro possa prendere forma”. 

“UniCamillus – dichiara il delegato alla ricerca Emiliano Maiani – sta sviluppando un profilo di ricerca sempre più riconoscibile, in particolare nelle neuroscienze, nell’oncologia di precisione e nella medicina della riproduzione, ambiti nei quali la ricerca di base e quella clinica dialogano in modo concreto –La prima Giornata della Ricerca Condivisa rappresenta un passaggio importante in questo percorso e offre l’occasione di valorizzare ulteriormente le competenze presenti nella nostra comunità accademica e di rafforzare il legame tra il laboratorio e la cura dei pazienti”. 

 

UniCamillus è oggi coinvolta in circa 16 progetti di ricerca attivi, che spaziano dalle malattie neurodegenerative all’oncologia, con particolare attenzione all’impatto delle patologie oncologiche sulla qualità della vita, dalle malattie cardiovascolari alla medicina di genere. Nei laboratori e nei contesti clinici dell’Ateneo, gli studiosi lavorano per comprendere sempre più a fondo i meccanismi alla base delle patologie, individuare nuovi biomarcatori, migliorare gli strumenti diagnostici e contribuire allo sviluppo di approcci terapeutici innovativi. Un impegno che guarda alle grandi sfide della medicina contemporanea e che punta a trasformare i risultati della ricerca in conoscenza, innovazione e concrete opportunità di cura per i pazienti. 

L’attività di ricerca dell’Ateneo è stata oggetto della Valutazione della qualità della ricerca (VQR) 2020-2024, il principale esercizio nazionale promosso dall’Anvur per analizzare la qualità della produzione scientifica e l’impatto delle attività di Terza Missione delle università italiane. Nell’ambito specifico della ricerca nelle Scienze mediche, UniCamillus ha ottenuto un risultato di particolare rilievo: 1° posto tra gli atenei non statali italiani con analogo volume di progetti valutati; 3° posto tra tutte le università non statali; 9° posto nella graduatoria nazionale complessiva, che comprende atenei statali e non statali. 

Tale riconoscimento certifica la qualità della ricerca scientifica dell’Ateneo in ambito medico e conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso. Un percorso che troverà nuovo slancio nella giornata del 21 settembre, pensata per trasformare questi risultati in nuove collaborazioni e progetti condivisi. 

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